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Sempre più urgente tutelare l’associazionismo sportivo

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Sempre più urgente tutelare l’associazionismo sportivo

Ci sono numeri che sono quantità, altri che sono qualità. Quelli del Campionato Nazionale di Atletica li contengono entrambi. Quantità poiché si è superato ogni record precedente di partecipazione; qualità poiché è stato un campionato degno del CSI, con tanto entusiasmo ed impegno, un’ottima organizzazione e una preziosa collaborazione di quanti sono stati coinvolti. Ero presente e ho apprezzato il territorio di Cles, nel cuore della Val di Non, e il bellissimo impianto circondato dai meleti: gareggiare in uno scenario così suggestivo ha reso la manifestazione ancor più memorabile. Tutto ciò conforta e conferma l'immensa voglia di fare, che c’è ancora entusiasmo e capacità di mettersi al servizio per sostenere e diffondere la proposta sportiva ed educativa del CSI.

È in questo contesto fortemente positivo che vivo con più amarezza quanto sta succedendo a livello “superiore”, laddove, di recente, nuove leggi e normative rischiano di bruciare tutto il bene che esiste sul territorio. Amareggia ancor più quando si vede lo Stato che interviene, positivamente e coraggiosamente, nei luoghi dove più aspra è la sofferenza sociale, cercando di imporre il rispetto delle regole e, per favorire la socialità, proponendo lo sport come luogo sicuro per avere cura dei ragazzi. Bene, ma, se lo sport è così importante, perché chi ha la responsabilità politica e amministrativa non considera che alcune norme stanno rischiando di far chiudere esperienze anche decennali di molte società sportive? Possibile che non vi sia chi, ai massimi livelli governativi, non osservi che quello che oggi già esiste sul territorio – solo il CSI rappresenta circa 13 mila società sportive e un milione e 300 mila praticanti – vada tutelato? Perché non si riesce a capire che, con queste recenti norme, si stanno svuotando di ogni energia i migliori dirigenti che si sentono perfino chiamati in causa con responsabilità, anche economiche, per loro insostenibili? Continuo ad incontrare dirigenti del CSI, spesso dei volontari, che manifestano la loro profonda stanchezza, il loro malcontento, che non riescono ad andare avanti per le troppe incertezze. Proprio per questo, siamo a rinnovare un’autentica disponibilità a confrontarci, con tutti coloro che avvertono il senso dell’urgenza, su come tutelare, per davvero, l’associazionismo sportivo.