Emozione grande ieri, quando la Presidenza del CSI ha salutato Papa Leone al termine dell’udienza generale. Con noi la storica bandiera del CSI, quella benedetta da Pio XII, nuovamente benedetta da Prevost. Momenti caldi e intensi, in cui oltre ai messaggi di saluto abbiamo espresso al Santo Padre apprezzamento per tutte le volte che le sue parole hanno riconosciuto il valore educativo dello sport. Felice coincidenza quando, nei vari saluti ai gruppi presenti, ha sottolineato l’importanza dell’estate come tempo da dedicare per le esperienze formative. Direzione intrapresa dal CSI nel recente testo donato a Leone XIV “Mundial Games”, per le attività estive delle parrocchie, oratori e società sportive. Ma è stata anche l’occasione per portare il saluto e il rinnovato impegno di tutto il popolo del CSI, affinché lo sport sia strumento per costruire una società più unita. La cosa che ci ha colpito favorevolmente, è stata la conoscenza del CSI da parte di tutto l’entourage del Papa, a partire dall’Arcivescovo canadese Petar Raji , Prefetto della Casa Pontificia e di Padre Edward Daniang Daleng, Vicegerente della Prefettura della Casa Pontificia, che ci ha ricordato di aver disputato la prima edizione della Clericus Cup nella rappresentativa agostiniana. Nella catechesi dell’udienza, Papa Leone ha ripercorso il suo viaggio in Spagna e nelle Canarie, sottolineando la bella accoglienza ricevuta e come, più volte abbia incoraggiato il popolo e le folle a superare le divisioni e a coltivare i valori comuni incentrati sul Vangelo. Nelle sue parole l’invito a riconoscere il valore e la dignità di ogni persona, in modo particolare chi è costretto ad abbandonare la propria terra per la povertà e la violenza che lì vi si trovano. Il tema del viaggio apostolico, “Alzad la miranda” Gv. 4,35, è stato un invito ad alzare il proprio sguardo e più volte, nella mattinata, il Papa lo ha ribadito a tutti noi: alzate il vostro sguardo, per contemplare il volto del fratello da amare e accogliere. Chi meglio d’un atleta può cogliere l’importanza di questo semplice gesto? L’attaccante alza lo sguardo per eseguire l’assist migliore per far gol. Si alza lo sguardo prima di battere nella pallavolo; idem nel basket per andare a canestro. Tante possono essere le applicazioni, resta solo da accogliere questo invito: alzare lo sguardo per riconoscere in ogni persona, un fratello e una sorella da amare, al di là del colore della maglia che indossa.
Dal Papa l’invito sportivo di giocare sempre a testa alta
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