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Non esiste sport “minore”: tra fede e finali nazionali

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Non esiste sport “minore”: tra fede e finali nazionali

Mercoledì scorso, in Piazza San Pietro, con Papa Leone XIV, è stato un bel momento e un incontro emozionante. Per noi del CSI la vicinanza e il sostegno del Santo Padre sono fondamentali perché rappresentano una conferma e un incoraggiamento a continuare nel servizio che, da oltre ottant’anni, offriamo alle comunità. Siamo nati grazie allo slancio educativo e formativo del cattolicesimo e in questo solco continuiamo il nostro compito, sempre più convinti della necessità di tutelare, in ogni contesto sociale, economico, culturale, la proposta sportiva della nostra Associazione. Per questo ringraziamo Papa Leone e tutti coloro che hanno permesso che questo incontro avvenisse. Nel frattempo, in questi giorni, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha eletto Giovanni Malagò quale nuovo Presidente. Quelle che facciamo non sono congratulazioni di facciata o di mera cortesia, ma l’espressione sincera di chi, come noi, ha già avuto modo di lavorare per molto tempo con il Presidente Malagò, in particolare finché è stato Presidente del Coni. Augurargli buon lavoro, dopo avere espresso le nostre felicitazioni, è il modo migliore per confermare la nostra piena collaborazione, già attivata in molte occasioni con la Figc, affinché questa disciplina possa essere gestita, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, in sintonia di intenti e di finalità. Qualcuno sottolinea, con bonaria ironia, che noi siamo molto più impegnati con gli “scappati di casa”; questa è solo una delle molte espressioni dello sport cosiddetto “minore”. Se poi valutiamo quanto sia importante per le persone fare sport, allora potremo condividere che non esiste sport maggiore o minore in termini assoluti, ma solo con maggiore o minore specializzazione. Quello che conta è che tutti coloro che lo desiderano possano giocare a calcio, meglio se con gli amici, per vivere momenti di serenità. Infine, ricordo che stiamo andando verso la conclusione delle fasi finali nazionali CSI di tutte le discipline. Come ho già sottolineato, ho incontrato tantissima gente generosa, ricca di entusiasmo, ma anche con evidenti e comprensibili segni di stanchezza. Ringrazio tutti ed esorto a resistere, perché il bene che si fa con queste manifestazioni è veramente tanto. Tutti sono capaci di misurare i risultati che abbiamo conseguito, ma pochi sono consapevoli della fatica che è stata affrontata.