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Tessere il CSI per essere CSI

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Tessere il CSI per essere CSI

Il 5 gennaio del 1944, il prof. Luigi Gedda, Presidente dell’Azione Cattolica, su precisa richiesta di Papa Pio XII, proponeva all’Assemblea della Gioventù Italiana di Azione Cattolica la nascita del Centro Sportivo Italiano, per riportare l’attività educativa e formativa d’ispirazione cristiana. Nel novembre dello stesso anno, ne diverrà il primo Presidente. A distanza di ottant’anni, nell’anniversario della posa di quel prezioso seme, è l’attuale “numero uno” nazionale, Vittorio Bosio, a tracciarne un breve profilo storico.

«Cerchiamo ogni giorno – afferma Vittorio Bosio – di onorare il nostro essere CSI perché siamo consapevoli di essere eredi di giganti della storia. Fu davvero profetica la visione avuta da Pio XII che in Luigi Gedda trovò la persona capace di realizzare il progetto di un movimento dell’attività cristiana sociale e sportiva italiana.
Sulle macerie di un’Italia da ricostruire e con la guerra non ancora terminata, la Chiesa vide con chiarezza nel futuro, ritenendo che lo sport fosse importante per dare prospettive alle generazioni future. In questi 80 anni abbiamo sempre saputo adeguarci alle emergenti esigenze della società del tempo, sempre però al servizio del Paese. Anche oggi, con un “bilancio” di un milione e 400 mila tesserati, con orgoglio mi piace evidenziare che il 60% di loro ha meno di 16 anni. Ciò dimostra che abbiamo saputo tener fede alle promesse iniziali».

 

Sono numeri straordinari, da primato.

I numeri sono importanti, ma non dicono tutto. Mi conforta verificare, soprattutto, che siamo tornati alle quote record dei tempi prima del Covid. Sappiamo quanto la pandemia abbia creato disagi, paure, sofferenze, chiusure. Posso ben dire che non solo il CSI ha saputo resistere, ma si è addirittura rilanciato.

 

Dal 2016 lei è Presidente Nazionale del CSI, dopo altri ruoli nell’Associazione: arbitro, designatore e anche Presidente provinciale. Ma come è arrivato al Csi quando era ragazzo?

Prima ho giocato un po’ a calcio, onestamente con pessimi risultati. Scherzando, amo ricordare che ero bravo a “fare la barriera”. Quindi ho iniziato come dirigente dell’oratorio di Valmaggiore in provincia di Bergamo. Lavoravo fianco a fianco con un parroco eccezionale, concreto e capace di vedere al di là dell’immediato, che credeva nello sport come strumento di crescita per i ragazzi. Avevamo in quegli anni, in un paesino di pochi abitanti, ben sei squadre di calcio, l’atletica e la pallavolo. Lì, per 40 anni, ho anche fatto l’arbitro. Credo sia una missione.

 

Il CSI nel suo cammino è stato sempre al servizio della visione cristiana della vita, nel solco dell’insegnamento della Chiesa. Come si sta preparando al Giubileo della Speranza, 2025?

Ci stiamo attivando già da quest’anno con l’ottantesimo del CSI che culminerà nell’Anno del Giubileo. Vorremmo, tra le altre iniziative, portare in strada e nelle piazze i ragazzi che fanno sport, magari completando questo percorso in un altro grande incontro benefico con il Santo Padre. Sarà un anno di riflessione, di analisi, di incontri, di manifestazioni, di conferme e di rilancio del nostro essere CSI.

 

Il 2024 sarà anche l’anno olimpico, in programma a Parigi. Qual è il suo pensiero sui prossimi Giochi a cinque cerchi?

Non dimentichiamo che si arriva alle Olimpiadi perché in premessa ai Giochi Olimpici ci sono migliaia di giovani atleti che praticano l’attività sportiva di base. Da quei numeri enormi nascono poi dei campioni che seguono la strada dell’eccellenza. Credo che lo sport di base debba avere una sua dignità pur continuando a fare riferimento allo sport olimpico e ai campioni che spesso popolano i sogni dei bambini e dei ragazzi.

 

A proposito di campioni: sarà confermata, nel 2024, la Junior TIM Cup?

La Junior Tim Cup è una manifestazione di successo; un grande sogno divenuto vita vissuta, poiché la Lega Serie A, Tim, e tutte le società di calcio coinvolte hanno dato al Csi la possibilità di organizzare i tornei negli oratori e in periferia, fino ad arrivare a coronare il sogno di giocare una finale all’Olimpico di Roma. Credo che sia il sogno di tutti i ragazzi, insieme con quello di incontrare i campioni delle squadre di serie A. Talvolta si ha spesso da ridire dello sport professionistico, evidenziandone gli aspetti negativi; in questa circostanza, invece, posso solamente parlare bene dei calciatori di vertice, perché sono stati sempre disponibilissimi ad incontrare i ragazzi. Inoltre, molti di questi calciatori ormai affermati, hanno potuto rivivere le emozioni provate ai tempi dei primi calci in parrocchia o nella squadretta del paese. Non si nasce campioni, lo si diventa!

 

Quali altre iniziative avete in programma per l’anno appena iniziato?

Numerose. Mi piace ricordare, ad esempio, che verso l’estate verrà organizzata la seconda edizione di TuttInGioco, un progetto finanziato dalla Fondazione Conad ETS, per sostenere le famiglie in difficoltà, rendendo possibile ai loro figli frequentare i centri estivi. Si tratta di un’iniziativa di grande valore etico e morale. In questo caso abbiamo progettato un torneo allo scopo di favorire gli incontri tra i bambini. Una delle prerogative del CSI è infatti quello di favorire la socialità, facendo avvicinare realtà nuove e differenti. Immagino che questa manifestazione crescerà sempre di più perché, volendo andare incontro ai più bisognosi, risponde alle più significative e importanti esigenze sociali del nostro tempo.

 

Tra pochi giorni è previsto il primo appuntamento nazionale: l’Assemblea di metà mandato “Oltre il tempo presente”, riservata ai dirigenti associativi.

Incontreremo i dirigenti impegnati sul territorio nazionale. Con questa Assemblea vogliamo operare come dei sarti che cuciono realtà fra loro diverse eppure capaci di lavorare insieme producendo risultati straordinari. Un po’ come tessere il CSI per essere CSI. Sappiamo bene che le attività che proponiamo dipendono da quelle persone che vi dedicano intelligenza, passione, tempo, voglia, competenze. L’Assemblea farà il bilancio del passato e ne offrirà uno sul futuro, perché nel 2024 cominceranno le Assemblee con le quali verranno rinnovati i quadri dirigenziali del CSI per arrivare a marzo 2025 a rinnovare la dirigenza nazionale.

 

 

Dal quotidiano “Avvenire”, 11 gennaio 2024