I numeri sportivi e l’impatto sociale

A Bologna una conferenza CSI con focus sul dropout giovanile negli sport e l’utilizzo dell’IA

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I numeri sportivi e l’impatto sociale

Affrontare l’abbandono sportivo per capirne le cause e frenarlo. Questo il fulcro del convegno “Sport, numeri e promozione sociale”, che ha analizzato il dropout sotto i profili economico, sanitario e umano. A Bologna, venerdì scorso, l’Aula Absidale di S. Lucia ha aperto la conferenza sottotitolata “Raccontare lo sport di base tra innovazione, Esg e impatto sociale” e promossa dal CSI con l’Università di Bologna nell’ambito del progetto “Gimme Five”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per l’Alma Mater il prof. Paco D’Onofrio ha evidenziato la necessità di migliorare l’offerta sportiva e rimuovere gli ostacoli alla sua pratica, ponendo al centro il benessere della persona. In questo aiuta l’innovazione. L’intervento di Silvia Sangalli, ricercatrice UniBg, ha approfondito l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella personalizzazione dell’esperienza sportiva, affiancando – senza sostituire – l’allenatore. I dati esposti da Roberto Lamborghini, presidente Sg Plus, dipingono un’Italia in cui la percentuale di chi non fa sport è più alta rispetto al resto d’Europa, il 62% degli impianti è precedente al 1990 e il Sud registra carenze di spazi. Dal dato si può però partire per supportare le società con atleti più esposti al rischio d’abbandono.

Così Ivan del Grammastro, Marsh Risk Consulting, ha presentato l’analisi condotta con il CSI su 12 stagioni sportive, tramite un modello basato sull’IA, individuando i segnali precoci di dropout, come la scarsa presenza alle gare. Di solitudine non intercettata ha parlato Michele Marchetti, coordinatore Area Segreteria Nazionale e Politiche Esg del CSI, ricordando il valore dello sport contro depressione e disturbi psicosomatici.

Sabato spazio ai World Cafè, tavoli di lavoro per trasformare i dati in strategia associativa. Poiché, se il numero è utile, alla sua lettura deve seguire un’azione, affidata a chi è sul campo. Per evitare il dropout occorre accogliere la persona prima dell’atleta e prendersene cura: un chiaro richiamo agli allenatori a rivolgere lo sguardo verso chi resta indietro.