La fune azzurra: lo sport italiano raccontato attraverso i cinque continenti

Il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana avvia una ricerca per ricostruire la storia delle realtà sportive nate nelle comunità italiane all’estero e capire quanto lo sport continui oggi a favorire relazioni, integrazione e benessere tra le nuove generazioni

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La fune azzurra: lo sport italiano raccontato attraverso i cinque continenti

Che cosa succede allo sport quando gli italiani partono e costruiscono una nuova vita dall’altra parte del mondo? Quali società sportive nascono nelle comunità italiane all’estero? Che ruolo hanno oggi per i giovani italiani e italo-discendenti? Sono alcune delle domande al centro de “La fune azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti”, il nuovo progetto di ricerca promosso dal Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI).

La ricerca, che avrà la propria sede a Genova ma coinvolgerà realtà sportive di tutto il mondo, vuole ricostruire la storia dello sport legato all’emigrazione italiana, dalle società nate alla fine dell’Ottocento fino alle esperienze contemporanee. Il punto di partenza è una rete già costruita dal MEI negli ultimi cinque anni, che conta oltre 40 società sportive italiane presenti nei diversi continenti e che ora sarà ulteriormente ampliata.

Il lavoro si concentrerà su tre gruppi: le associazioni e le realtà sportive italiane all’estero, gli italiani emigrati che praticano sport a livello non professionistico e le persone recentemente immigrate in Italia che fanno sport. Per quanto riguarda gli italiani residenti all’estero, particolare attenzione sarà dedicata a bambini e ragazzi dai 6 ai 25 anni iscritti all’AIRE, per capire quali attività sportive praticano, con quale frequenza e quale ruolo abbia lo sport nella loro vita.

Non solo pratica sportiva, quindi. La ricerca proverà a capire se e quanto lo sport possa contribuire a creare nuove relazioni, favorire l’integrazione nel Paese di residenza, mantenere vivo il rapporto con l’Italia e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. Un’attenzione che riguarda anche il benessere psicofisico e le occasioni di socialità offerte dalla pratica sportiva.

Un secondo filone permetterà di mettere a confronto queste esperienze con quelle degli stranieri che praticano sport in Italia. L’obiettivo è osservare come, in contesti migratori diversi, lo sport possa diventare uno spazio di incontro tra persone con storie, culture e identità differenti.

Nei dodici mesi di progetto saranno realizzate una bibliografia sul tema, una mappatura mondiale delle società e associazioni sportive legate all’Italia e una raccolta di dati attraverso questionari rivolti alle realtà sportive e ai giovani coinvolti. Per raggiungere le comunità italiane nei diversi Paesi saranno coinvolti Consolati, CGIE, Comites, associazioni italiane all’estero, patronati e Scuole Dante Alighieri, insieme agli Enti di Promozione Sportiva per la parte relativa agli stranieri in Italia.

“La fune azzurra” potrà contare sulla collaborazione del CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, del CONI e dei suoi delegati esteri, dell’Università di Genova, dell’Università di Roma Tor Vergata, del CUS Roma Tor Vergata e della Società Italiana Storia dello Sport. Anche il CSI sarà parte del progetto, mettendo a disposizione la propria esperienza e la propria rete nel mondo della promozione sportiva.

Il lavoro porterà alla realizzazione di un report, di un volume e di un convegno, oltre a un documentario dedicato alla storia dello sport dell’emigrazione italiana. Un patrimonio fatto di società, persone e storie che attraversa generazioni e continenti e che la ricerca vuole riportare alla luce, mettendo in relazione esperienze nate lontano dall’Italia ma ancora legate alle proprie radici.

 

Scopri di più: www.museomei.it/it/la-fune-azzurra