Chiusa la Porta Santa, si apre la speranza che non delude

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Chiusa la Porta Santa, si apre la speranza che non delude

«Quanto bene c’è nel mondo». Con queste parole, Papa Leone ha aperto il suo intervento ai partecipanti all’udienza coi rappresentanti degli Enti che hanno collaborato per il Giubileo. In tal modo, il Santo Padre ha sottolineato come l’opera prestata da tante realtà, specie quella degli oltre 5.000 volontari, abbia dimostrato come ci sia nel mondo tanto bene e tanta generosità. Anche il Csi ha fatto la sua parte, con una numerosa partecipazione al Giubileo del mondo dello sport. Con la chiusura della Porta Santa, si è concluso il Giubileo della Speranza, inaugurato da Papa Francesco. Oltre ai numeri e ai record, vorrei sottolineare come tale evento abbia richiamato su Roma tantissime persone, dimostrando il desiderio di sentirsi Chiesa desiderosa di speranza. Ad inizio Giubileo si è compreso quanto sia importante coltivare la speranza, perché essa sostiene e anima la carità e la fede. In questo frangente storico avvertiamo quanto sia urgente e necessaria la speranza: c’è come un vortice che tenta di triturare tutto, nella notte della violenza, della guerra, dell’ingiustizia. Non possiamo abdicare alla speranza, dobbiamo testimoniare che questa non viene meno perché è Lui la nostra speranza. Gli oltre 33 milioni di pellegrini, passati sotto le finestre della sede nazionale del CSI, hanno sperimentato come quel gesto semplice, e fortemente evocativo, del “passaggio” della Porta Santa costituisse un varcare una soglia che immette nel cuore di Cristo. La speranza sostiene il cammino. Anche noi del Csi abbiamo vissuto il passaggio della Porta Santa, quando il 4 ottobre celebrammo gli 80 anni della nostra storia. Abbiamo pregato e camminato dietro la croce del Cristo glorioso e, varcata quella soglia, entrati in S. Pietro, per l’Eucaristia, ci siamo sentiti ancor di più popolo santo, Chiesa animata e sostenuta dalla Speranza che è Cristo. Ora avvertiamo l’urgenza di vivere e testimoniare la “Speranza che non delude” nelle dinamiche associative e nelle esperienze sportive in tutto il territorio nazionale. Nell’udienza, Leone XIV, citando S. Agostino, ha aggiunto: «La speranza è necessaria nella situazione di pellegrini. Il viandante quando si affatica nel cammino sopporta la stanchezza perché spera di raggiungere la mèta». Per uno sportivo sono parole che giustificano l’impegno e il sacrificio della preparazione atletica e lo sforzo della gara.