Trasformare un’esperienza sul campo in uno studio scientifico capace di tracciare la rotta per lo sport del futuro. È questo il percorso compiuto da Nicolò Manganelli, giovane istruttore del Comitato CSI di Reggio Emilia e studente della Laurea Magistrale in Management Sportivo presso l’Università di Bologna. Nicolò è stato tra i protagonisti del progetto europeo So-Leader, promosso dal Centro Sportivo Italiano, che ha riunito a Olympia, in Grecia, 72 giovani provenienti da tutta Europa per una settimana di attività educative, culturali e sportive. Un’esperienza vissuta non solo come momento di crescita personale, ma anche come vera e propria materia d’indagine per la sua tesi di laurea, intitolata “Dai valori olimpici alla pratica sportiva: il progetto So-Leader come esperienza di inclusione, sostenibilità e leadership giovanile”.
L’incontro tra valori olimpici e sport di base
Il lavoro di ricerca di Manganelli prende le mosse dall’analisi dei punti di contatto tra la visione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e i principi fondamentali del CSI. Se da un lato il CIO incarna i valori storici dell’eccellenza, del rispetto e dell’amicizia, dall’altro il CSI declina questi concetti nella dimensione quotidiana e sociale dello sport per tutti.
Durante la permanenza in Grecia, i partecipanti si sono confrontati con discipline inclusive come il sitting volleyball, tornei multisport ed esercizi orientati al lavoro di squadra e all’accessibilità. Nicolò e gli altri educatori hanno messo al centro la pratica sportiva come strumento sociale, accessibile a chiunque, a prescindere dalle abilità fisiche o dalle origini culturali.
L’impatto reale sui giovani: i risultati della ricerca
Per verificare l’efficacia formativa del progetto, Manganelli ha strutturato una ricerca sul campo, somministrando a tutti i partecipanti due questionari: uno prima dell’inizio delle attività e uno al termine della settimana. L’indagine ha analizzato quattro direttrici chiave: inclusione, sostenibilità, valori olimpici e consapevolezza interculturale.
L’analisi dei dati ha mostrato un incremento significativo della sensibilità e della consapevolezza dei ragazzi rispetto a queste tematiche al termine dell’esperienza. Un risultato che dimostra come l’educazione informale attraverso lo sport non sia solo un’idea teorica, ma un processo capace di generare un cambiamento reale negli atteggiamenti delle nuove generazioni.
Un esempio per il territorio reggiano
Il percorso di Nicolò Manganelli rappresenta un esempio virtuoso per i tanti giovani che si avvicinano all’insegnamento e alla gestione dello sport di base. Come sottolineato nelle conclusioni del suo lavoro, iniziative di questo tipo non devono rimanere esperienze isolate: il patrimonio di competenze e valori acquisito all’estero deve essere tradotto in azioni concrete sul territorio.
In questa prospettiva, la comunità di Reggio Emilia – da sempre sensibile ai temi dell’inclusione sociale, del welfare e della centralità dello sport come strumento educativo – trova nel lavoro di Manganelli una risorsa preziosa. Coinvolgere figure giovani, preparate e motivate significa garantire continuità a un modello di sport capace di fare rete e di mettere sempre la persona al centro.
