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STePS al traguardo: ambienti più sicuri per bambini e adolescenti

Mercoledì 17 aprile l’evento finale del progetto: altri passi in avanti per la costruzione di un sistema di tutela e protezione dei minori nello sport

Presentate a Roma, presso la sede di Save the Children, le buone prassi, attuate in Lombardia dal CSI ed in Liguria dall’UISP, e le sfide della tutela dei minori nello sport, emerse dal progetto STePS, finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia

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STePS al traguardo: ambienti più sicuri per bambini e adolescenti

La sede romana di Save the Children ha ospitato, nella mattinata di mercoledì 17 aprile, l’evento finale del progetto STePS, finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, attraverso cui si è sostenuto un cambiamento culturale promosso dal livello nazionale coinvolgendo il livello regionale e territoriale di alcune realtà sportive affiliate a CSI e UISP.

Una sperimentazione sulle misure di tutela nella vita delle Associazioni Sportive Dilettantistiche – ASD in Liguria (UISP) e in Lombardia (CSI) che lavorano quotidianamente a diretto contatto con bambini, bambine e adolescenti sui territori. È stato un racconto di esperienze, introdotto da Anna Grisi, Responsabile dei programmi Sistemi di tutela e Violenza, Save the Children, che ha passato in rassegna strumenti, misure efficaci per rafforzare la fiducia da parte dei genitori.

«Lo sport non è un mondo ideale, ma che ispira ideali – ha detto in apertura del suo saluto ai presenti la Vicepresidente del CONI, Silvia Salis Quello del Safeguarding è un tema centrale del mondo sportivo, senza distinzioni fra vertice e base. Da ex atleta so benissimo quanti sacrifici ho sopportato, ma non mi sono mai sentita forzata. Dico ciò perché la rigidità ed il rigore non sono abusi. Occorre essere intransigenti con chi abusa in generale e non essere mai ambigui».

Quindi sono stati Roberto Consiglio, UISP Genova, Andrea Dreini, UISP La Spezia, Mara Legrenzi del CSI Bergamo, Cletti Galli del CSI Lecco, ed Ettore Bergami dell’Aso Cernusco CSI Milano a raccontare nei dettagli la loro esperienza vissuta localmente come partner territoriali. Ciascuno di loro – chi parlando di basket o pallanuoto, di pallavolo o di calcio, attraverso serate con i dirigenti o incontri con gli arbitri – ha ben messo in luce le leve necessarie su cui “puntare” per costruire un sistema di tutela efficace intorno ai minori nello sport che generi una trasformazione culturale: dal semplice linguaggio inclusivo alla psicologia, dall’empatia alla consapevolezza. Come esempio un rimprovero trasformato in encomio. La scelta della delicatezza e della comunicazione efficace. Con sguardi differenti gli interventi dei “portatori di tutela” hanno tutti percorso strada comune verso un obiettivo comune.

UISP e CSI sono impegnate dal 2012 nella diffusione di una cultura della tutela dei minori nello sport, e, supportate da Save the Children, si sono dotate di una propria policy di tutela dei bambini e delle bambine, investendo nella formazione e sensibilizzazione degli adulti responsabili e garanti dell’esperienza sportiva dei minori.

Vittorio Bosio, Presidente nazionale del CSI, è intervenuto inquadrando il progetto STePS nel contesto della riforma dello sport, come linea programmatica sperimentale che sviluppa elementi chiave per costruire un sistema di tutela nel livello territoriale delle società sportive, sottolineando la necessità di tempo, sostegno e risorse qualificate per dare gambe a questo percorso e costruire le competenze necessarie. Anche Tiziano Pesce, Presidente UISP, ha fatto cenni sulla riforma dello sport, del terzo settore e dello sport sociale, con le criticità legate al lavoro sportivo e del volontariato.

Lo sport, come qualsiasi altro ambiente frequentato da bambini e bambine, non è esente però da casi di violenze, abusi e maltrattamenti che avvengono proprio mentre quell’ambiente lo vivono. In due minuti, estratti dal corto "Voices" di Roberto Orazi, vincitore dell'Award of Merit al Californian Festival "Best Short Competition", Daniela Simonetti, giornalista, Presidente di “Change the Game”, ha denunciato la frustrazione e la sofferenza di 200 ragazzi “orfani dei sogni”, parlando della violenza camuffata, normalizzata nello sport.

Quindi è stato il Prof. Simone Digennaro, Professore Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute – Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, a parlare delle sfide da cogliere, delle procedure da aggiornare e delle nuove politiche valoriali e culturali da rincorrere. “STePS” vuol dire fare passi avanti e occorre farli attraverso molta formazione. Per rendere l’esperienza sportiva un’esperienza saliente.

Infine, nelle conclusioni affidate a Raffaella Milano, Direttrice Ricerca e Formazione Save the Children, c’è stato il richiamo al diritto di tutti allo sport, fondamentale nella vita dei più piccoli, superando ogni povertà educativa. Oltre a garantire una sana crescita fisica, ricopre una funzione educativa e protettiva. Serve infatti ascolto ed accompagnamento per garantire le lecite aspirazioni dei giovani talenti.