Pillole di CSI n.8 - Il senso religioso dello sport

Pubblicazione quindicinale a cura della Scuola Nazionale Dirigenti

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Pillole di CSI n.8 - Il senso religioso dello sport

Carissimi dirigenti,
con queste parole entriamo in una dimensione quasi contemplativa dello sport. Siamo sfidati a guardare all’attività atletica non come a una semplice sequenza di
movimenti, ma come a una forma di bellezza superiore.
Lo sport è “misura, equilibrio, ritmo”: in una parola, è armonia. Ma questa bellezza non è gratuita; essa nasce dall’ascesi, ovvero da un allenamento fatto di fatica, pazienza e magnanimità. È un paradosso meraviglioso: proprio attraverso lo sforzo estremo e il superamento dei propri limiti, l’anima trova la sua serenità. Insegnare ai
giovani ad amare la fatica dello sport significa, dunque, educarli a cercare la bellezza e la pace interiore.
Spesso celebriamo solo chi vince, ma la vera bellezza dello sport risiede nel percorso. Suggerisci alle tue società sportive di istituire un piccolo riconoscimento (anche solo simbolico o una menzione speciale sui canali di comunicazione) per “Il gesto di fairplay della settimana”. Non premiate chi ha segnato più punti, ma chi ha mostrato più attenzione verso l’altro: l’atleta che ha aiutato un compagno in difficoltà durante un allenamento faticoso, o chi ha affrontato una prova difficile con serenità e costanza. Celebrare la fatica come valore estetico aiuta i ragazzi a percepire l’allenamento non come un peso, ma come un cammino di elevazione personale, ma come un cammino di elevazione personale.
Buona lettura e buon cammino verso la bellezza dello sport.

Leggi in allegato la pillola n.8.