Cari dirigenti,
in questa quarta tappa approfondiamo una delle intuizioni più potenti di Luigi Gedda: l’idea che lo sport non sia un semplice “accessorio” dell’educazione, ma un linguaggio privilegiato. Attraverso il movimento, la fatica e il gioco, abbiamo la possibilità straordinaria di parlare direttamente alla coscienza dei giovani.
L’obiettivo non è formare atleti “a compartimenti stagni”, ma promuovere l’unità della persona: dove il corpo che corre e la mente che pensa sono guidati da un cuore che sente. In un mondo che spesso separa l’azione dai valori, il CSI si impegna a ricomporre questa unità, vedendo in ogni gesto atletico un’occasione di crescita integrale.
Leggi in allegato la pillola n.5.

