Siamo arrivati alla conclusione di una stagione sportiva lunga, bella, di ulteriore crescita; caratterizzata da grandi soddisfazioni, ma anche impegnativa e complicata. D’altra parte, sappiamo che, senza allenamento e senza fatica, non si migliora. Ancora una volta, il CSI si è distinto nella crescita degli iscritti, ma, soprattutto, è stato protagonista nel proporre attività sportive che hanno coinvolto le giovani generazioni. Sono quelle che ci stanno più a cuore, pur senza dimenticare altre fasce di età che hanno bisogno dello sport come strumento di prevenzione, occasione di socializzazione, opportunità di cultura della solidarietà, luogo di amicizia. I risultati ottenuti sono il frutto del sacrificio e dell’abnegazione di tante persone, impegnate ogni giorno controcorrente rispetto all’egoismo imperante. Persone che hanno dedicato parte del loro tempo al bene degli altri. A loro va dato merito per aver servito l’Associazione: dai dirigenti delle società sportive a quelli dei Comitati territoriali; dalle dirigenze regionali a quella nazionale, ai dipendenti e collaboratori di tutti i Comitati e della presidenza nazionale; dai direttori di gara ai tecnici, dagli allenatori ai tanti sacerdoti che credono nell’educazione attraverso lo sport.
Ogni uomo o donna del CSI, nonostante le fatiche di questi tempi, ha saputo adattare il proprio modo di operare. Per questo, voglio sottolineare la loro grande disponibilità nella valorizzazione di tutti gli strumenti che permettono di tenere aperto il dialogo fra le società sportive (quindi atleti e loro famiglie) e le strutture del CSI. Potrebbe sembrare facile, da parte mia, dire grazie. In fondo, cosa costa? Ma non è così, perché il grazie mi viene dal cuore. Sono cresciuto nel CSI, ho ricoperto diversi ruoli, sono stato spesso sui campi, non parlo per aver sentito altri raccontare, ma perché ho vissuto in prima persona queste vicende: fatiche, gioie, delusioni, entusiasmi. Adesso che stiamo andando verso un periodo di riposo e di serenità, voglio ribadire la vicinanza, mia e del CSI, alle persone in difficoltà e ai loro familiari. Vorrei sperare che le prossime settimane portino anche un cambiamento nelle immani tragedie che stanno sconvolgendo il mondo. Non sarà facile, ma possiamo sperare e pregare perché ciò succeda.

