Tra un mese la festa del CSI per gli 80 anni di storia

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Tra un mese la festa del CSI per gli 80 anni di storia

Riprendiamo il dialogo con i lettori nella speranza che le vacanze siano state piacevoli, serene e ritempranti; ben cosciente che non possono esserlo state per tutti, nella speranza, ancora più forte, che chi ha vissuto momenti difficili abbia trovato un po’ di distensione negli affetti e nella solidarietà della comunità.

Porto l’attenzione sull’importante appuntamento del prossimo 4 ottobre, data fissata per la celebrazione, a Roma, dell’ottantesimo dalla fondazione del CSI. In questi giorni è stato stilato e distribuito il programma di massima: sede centrale della manifestazione sarà nella mattinata l’Auditorium di via della Conciliazione; al pomeriggio si formerà il corteo che percorrerà il breve tratto dalla sede alla Basilica di San Pietro. Lì faremo ingresso dalla Porta Santa e, a seguire, sarà celebrata la Santa Messa da mons. Nunzio Galantino.

Si tratta di una festa assai importante, perché ottanta anni di storia, di servizio, di responsabilità di un’Associazione, attiva a livello nazionale, rappresentano un evento molto raro. Ci apprestiamo a celebrarli con sobrietà, nella valorizzazione delle nostre radici, dello spirito di servizio vissuto nella proposta cristiana di uno sport che accoglie tutti. Da sempre. Ci piace ricordare perciò, riuniti in un corale ricordo affettuoso, coloro che con la loro disponibilità hanno fatto la storia del CSI, con una capacità di servizio senza eguali quanto al donarsi agli altri.

Intanto l’attività sportiva bussa alle porte. Partiamo con il Campionato nazionale di atletica, in programma dal 10 al 14 di settembre, a Cernusco sul Naviglio, dove ancora una volta ho riscontrato una sorprendente efficienza nei dirigenti e nelle società sportive coinvolti. Alla prova di Cernusco, nonostante alcune perplessità e alcuni timori iniziali, si sono iscritti in tantissimi: oltre 1.600 atleti. Un numero impressionante che segna la vitalità e la disponibilità, ma soprattutto la voglia di fare sport, che esistono all’interno del CSI. E tutto ciò nonostante l’impegno dei dirigenti, costretti a navigare a vista in mezzo a leggi e regolamenti sempre più stringenti, stia diventando un impegno quasi eroico. La Presidenza nazionale del CSI comunque continuerà a battersi affinché poter proporre ancora uno sport cristianamente ispirato ed a misura di persona sia, nel futuro prossimo, un po’ meno complicato e con meno rischi.