Quant’è bello quel momento quando rientrando a casa trovi familiari e amici ad aspettarti. Ti senti accolto, in famiglia; ti si fanno incontro, ti salutano, vogliono sapere di te, mostrandoti attenzione e affetto. Questo ho avvertito alla notizia della mia nomina ad Assistente Nazionale del CSI, da parte della Presidenza della CEI. Sentirsi a casa, sentire che le persone che fanno bello il CSI, sono gente di casa, è davvero una piacevole sensazione. Vivo questo momento consapevole della bella responsabilità cui sono stato chiamato, è una sfida nuova che si intreccia con la mia vita e il mio essere prete. Sento in me tanta gratitudine verso il CSI, perché grazie a tanti dirigenti appassionati e generosi nel loro servizio associativo, ho imparato ad amare e rispettare il mondo dello sport.
Ringrazio la CEI per la fiducia accordatami, ma anche tutti coloro che mi hanno preceduto in questo incarico e che in questi giorni mi hanno manifestato tanta stima e sostegno. Sono certo che se il Signore ti chiama ad una responsabilità, non farà mancare il suo aiuto e la sua vicinanza. Mi tuffo volentieri nella vita associativa e nell’accompagnare l’attività sportiva che il CSI porta avanti da 80 anni, certo che al centro c’è sempre la persona, col suo vissuto e che il gesto sportivo non può che esaltare la bellezza del linguaggio del corpo e dei sentimenti. Sono queste settimane in cui ci siamo entusiasmati, appassionati, ma pure arrabbiati, o meglio delusi e sconsolati. Così è la vita, così è lo sport. La bellezza dello sport sta anche in questo intreccio con la vita, con le sane passioni del nostro vivere: quando perde questo e sconfina nelle esasperazioni, lo percepiamo come un fenomeno avulso dalla realtà, non ci interessa più. Lo sport fine a sé stesso, come industria o del profitto, snatura questa realtà e la riduce ad un fenomeno che non ci riguarda. Emblematico quant’ accaduto al Tour de France, dove Julien Bernard, in una crono, ha sostato un istante per dare baci a moglie e figlio. Per questo gesto, ritenuto dall’Uci “sconveniente e inappropriato”, il ciclista è stato multato. Prima la persona!

