In questi giorni sarebbe bello poter parlare solo di Olimpiadi e di trionfo dello sport, ma si parla invece, soprattutto, di guerre in corso o in arrivo, di violenza, di orrori sociali di ogni genere. Vorremmo che le Olimpiadi e le Paralimpiadi, in Italia, fossero il trionfo della pace e dell’unione tra i popoli, come indicato dai cinque cerchi che simboleggiano l’unione dei continenti, con i colori presenti in tutte le bandiere del mondo. Vorremmo poter parlare solo di sport e inclusione, ma resta difficile.
Fa piacere ascoltare le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che incoraggia a non perdere la speranza, proprio come Papa Leone che, con tenacia, richiama alla necessità di disarmare la nostra vita, dando spazio alla solidarietà e alla fratellanza, proprio quello che fa lo sport. Mi è piaciuta poi l’apertura al mondo della conoscenza, del sapere finalizzato alla realizzazione della persona, con la fiaccola affidata alla prof.ssa Valentina Garavaglia, rettrice dello Iulm, tedofora rappresentante di tutte le università italiane. Sono certo che le Olimpiadi sapranno appassionarci e che ci ritroveremo a seguire i grandi eventi, sperando inoltre che anche le discipline meno “popolari” trovino la giusta visibilità e gli spazi su radio, tv, giornali e social.
È in questo contesto di rinnovata fiducia sulle enormi potenzialità dello sport olimpico che vogliamo spendere qualche parola per lo sport “nostro”, lo sport di base, che si nutre dello sguardo verso i campioni, che ci fanno sognare, ma che dà a tutti la possibilità di partecipare, mettersi in gioco, misurarsi coi propri limiti e con la forza degli avversari.
Solo da un’ampia e diffusa base di ragazze e ragazzi che fanno sport, che sognano di arrivare dove sono arrivati i campioni ma che intanto crescono, si formano, apprendono ad essere donne e uomini tra gli altri, utili a sé stessi e agli altri.
La pratica diffusa e alla portata di tutti permette che emergano i campioni, coloro che hanno qualcosa in più degli altri, ma che sanno emergere anche per le doti che esprimono le loro qualità: autodisciplina, capacità di fare sacrifici, umiltà, entusiasmo per l’attività che si svolge.
Così lo sport unisce. Così le Olimpiadi sono il momento di incontro fra tutti.

