A Cascia con lo spirito naturale del CSI: festa e gioia

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A Cascia con lo spirito naturale del CSI: festa e gioia

Ho accennato in breve, la scorsa settimana, all’importante appuntamento con la prova nazionale di Corsa Campestre che si svolgerà a Cascia in due fasi: sabato prossimo presso il Centro Sportivo Magrelli Active, in provincia di Perugia, ed il giorno successivo, con lo “Staffettone” delle Regioni. Anche in questa prova la partecipazione è molto alta, a merito degli organizzatori e dei responsabili delle società sportive. Personalmente ho richiamato spesso l’importanza storica e sociale della corsa campestre nelle attività della nostra Associazione, perché per mia fortuna (lo dico con un po’ di autoironia) ricordo bene l’entusiasmo generato nei primi anni della ripresa dell’attività sportiva finalmente libera, del Csi, dalle prove di corsa, nell’atletica leggera. La storia delle campestri del Csi, oggi facilmente accessibile grazie a internet, evidenzia che tra le prime manifestazioni di massa nel Dopoguerra, spesso su percorsi sterrati e di fortuna, c’erano le campestri del Centro Sportivo Italiano. Ho esperienza diretta, se non delle primissime prove - un po’ troppo in là nel tempo anche per la mia generazione - di quelle degli anni Sessanta, quando ancora la società italiana era segnata dai morsi della crisi economica della guerra e del primo dopoguerra. Si sentiva l’aria di rinnovamento ed ottimismo, anche se le risorse delle famiglie erano comunque limitate. Basti pensare che il proseguimento degli studi ai livelli di scuole medie e superiori erano riservati ai più abbienti (l’università era un privilegio), mentre ragazze e ragazzi delle famiglie “normali”, molto più numerose, erano avviati ben presto al lavoro. In quegli anni la corsa, specie quella campestre, rivestiva il fascino dell’accessibilità popolare e della possibilità di salire a livelli provinciali, regionali e infine, per i più dotati e talentuosi, a quello nazionale. Certo il mondo è cambiato, ma quell’aria di festa, quell’entusiasmo di ragazzi e adulti, quel brulicare di gente attorno al campo della corsa, sono un patrimonio sportivo e morale, inestinguibile, della nostra Associazione. Lo sport è sì diventato molto altro, ma quella genuinità è rimasta quale valore insuperabile. Auguro alla campestre di Cascia di vivere appieno questo clima di gioia e festa comune.