Nell’ambito della campagna “Sport di Tutti – Inclusione”, finanziata da Sport e Salute, si è concluso a Messina sabato 16 marzo, con un triangolare amichevole di calcio a 7, il progetto sportivo-educativo “Il Mio Campo Libero”. L’iniziativa, che è stata inserita tra l’altro nel calendario di eventi di Libera per “I Cento passi verso il 21 Marzo” in memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie, si è svolta all’interno dell’impianto sportivo della Casa Circondariale di Messina "Gazzi".
A scendere in campo sono state tre squadre: una formazione della popolazione carceraria, una rappresentativa di magistrati ed una di volontari CSI. Il tutto sotto gli sguardi attenti della direttrice del carcere, Angela Sciavicco, e del presidente del tribunale di sorveglianza, Francesca Arrigo. L’evento sportivo di oggi rappresenta il culmine di un percorso durato 7 mesi nei quali il CSI, grazie ad istruttori esperti e qualificati, ha promosso dentro le mura carcerarie quattro discipline sportive, rivolte alle detenute ed ai detenuti, avendo come obiettivo la promozione del benessere e dell'inclusione sociale.
Il progetto “Il Mio Campo Libero” è nato dalla collaborazione tra la stessa Casa Circondariale, il CSI Messina ASD ed il Comitato Territoriale di Messina del Centro Sportivo Italiano, che insieme hanno voluto offrire un'opportunità unica di crescita e sviluppo personale attraverso lo sport.
«In un contesto come quello della detenzione, dove la libertà è ridotta e spesso i confini sembrano invalicabili, è essenziale creare spazi di libertà e di crescita personale. "Il Mio Campo Libero" si è proposto proprio questo: offrire un campo di gioco, fisico e mentale, dove ognuno può esprimere sé stesso, superare i propri limiti e trovare un senso di appartenenza»: queste le parole a margine del Presidente del Comitato Territoriale di Messina del CSI, Santi Smedile.
Attraverso lo sport, le detenute ed i detenuti hanno sperimentato il lavoro di squadra, il rispetto delle regole e la gestione delle emozioni. Imparando che ogni sconfitta può essere un'opportunità di crescita e che ogni vittoria va condivisa con gli altri. In questo modo, si costruiscono non solo atleti migliori, ma anche persone migliori.
Ma "Il Mio Campo Libero" non è stato solo un progetto sportivo, un'opportunità per migliorare il benessere individuale dei detenuti. È anche un'iniziativa che mira a promuovere l'inclusione sociale e a favorire il reinserimento dei detenuti nella comunità. Lo sport infatti può essere un ponte verso la comunità esterna, un modo per rompere l'isolamento e per costruire relazioni positive con la società.
Per la cronaca, ad uscire vittoriosa nel triangolare è stata la squadra di casa che ha avuto la meglio sia sui volontari del CSI sia sulla squadra dei magistrati. Al termine dei minuti regolamentari, si è dato vita ad un piccolo momento conviviale con protagonisti tutti i partecipanti, per l’occasione premiati con medaglie e coppe.
Il ringraziamento finale va al sostegno e all'impegno di tutti i partecipanti: volontari, istruttori, personale della prigione e detenuti stessi. È solo attraverso la collaborazione e la solidarietà che è stato possibile realizzare il pieno potenziale di questo progetto e aprire nuove opportunità di cambiamento e crescita.
In conclusione, "Il Mio Campo Libero" ha saputo ben rappresentare un'espressione tangibile della volontà di costruire una società più giusta, inclusiva e solidale.


