“Formazione a centrocampo” in Toscana

Importante momento di formazione associativa sabato 24 ottobre a Masiano nella sede del CSI di Pistoia. Ad aprire i lavori Marcello Tognoni, coordinatore regionale della formazione. È seguito il momento di formazione guidato da Duccio Simonelli, formatore con oltre vent'anni di esperienza pedagogica

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“Formazione a centrocampo” in Toscana

Sabato 24 ottobre, nella sede del CSI di Pistoia a Masiano, ventidue dirigenti arrivati da quasi tutti i comitati territoriali della Toscana hanno vissuto un importante momento di formazione associativa e programmatica. Chi presiede oggi un comitato o una società arancioblù si muove dentro un labirinto di adempimenti che negli ultimi anni si è fatto più fitto, tra la riforma del lavoro sportivo, il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche e l'intreccio con le regole del Terzo settore. Sono competenze da professionista, richieste a uomini e donne che quasi sempre prestano servizio da volontari.

L'appuntamento di Masiano ha provato a offrire un'occasione di riflessione su questi temi e, accanto a ciò, ha dato spazio a uno degli argomenti su cui l'incontro era stato costruito: il ricambio generazionale. Il confronto si è tenuto lontano dalla lettura più comoda, quella di una staffetta anagrafica tra chi lascia e chi subentra. Ai tavoli è circolata piuttosto la parola contaminazione. L'esperienza sedimentata in decenni di vita associativa ha bisogno dell'innesto di sguardi nuovi per non irrigidirsi, così come chi arriva ha molto da ricevere da chi ha costruito i comitati prima di lui.

I partecipanti hanno poi segnalato il desiderio di avere più occasioni di confronto guidato, a patto che siano pensate per chi ha già un'agenda satura e deve conciliare l'impegno nel CSI con il lavoro e la famiglia.

Il laboratorio di Masiano ha segnato il passaggio in presenza di “Formazione a centrocampo”, il percorso promosso dalla Scuola Nazionale Dirigenti CSI. I primi due appuntamenti si erano svolti a distanza, con gli interventi del presidente nazionale Vittorio Bosio, di don Luca Meacci, Mauro Berruto e Michele Marchetti. Da molte realtà territoriali, in tutta Italia, era però arrivata la richiesta di potersi ritrovare di persona. La Scuola l'ha raccolta: da alcuni mesi accompagna i dirigenti anche con le “Pillole di CSI”, un appuntamento quindicinale che spazia tra temi diversi, accomunati dalla ricaduta che hanno sull'identità dell'associazione e di chi ne fa parte.

La mattinata toscana è stata organizzata dalla Scuola Dirigenti insieme al coordinatore regionale della formazione, Marcello Tognoni, che ha aperto i lavori. È seguito il momento di formazione guidato da Duccio Simonelli, formatore con oltre vent'anni di esperienza pedagogica, che, con una metodologia interattiva e dialogata, ha aiutato i dirigenti a confrontarsi con le sfide che li attendono. Non una lezione frontale, quindi, ma un'impostazione di taglio maieutico, che ha lasciato ai partecipanti il compito di formulare proposte e ipotesi di programmazione per i rispettivi comitati.

«Volevamo capire se il format avrebbe retto fuori dallo schermo. Ha retto, e il desiderio è quello di portarlo nelle altre regioni», spiega Samuele Adani, responsabile della Scuola Nazionale Dirigenti. «Le competenze che ci sono state chieste servono, e su quelle lavoreremo. Da sole, però, non spiegano perché una persona resti vent'anni a tenere in piedi un comitato. Quello lo spiega l'appartenenza, che nel CSI ha una radice precisa: l'ideale carismatico da cui siamo nati».

In Toscana l'intenzione è ritrovarsi presto per un secondo incontro, aperto anche ai dirigenti più giovani. A loro, del resto, era rivolta buona parte delle riflessioni di Masiano.