Per tanti ragazzi riparte la competizione che fa sognare

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Per tanti ragazzi riparte la competizione che fa sognare

Con la decima edizione della Junior TIM Cup è iniziato il percorso di accoglienza negli stadi delle squadre d’oratorio. Il calcio allo stato di entusiasmo puro, quello dei ragazzi sotto i 14 anni, incontra così, ancora una volta, il calcio al più alto livello, quello dei protagonisti che riempiono i sogni dei giovani calciatori. Il progetto in collaborazione fra Lega Serie A, TIM e CSI impegna i giovanissimi calciatori degli oratori delle città dove gioca la Serie A TIM in attività educative e formative, per una migliore società del futuro, capace di esprimere con forza valori fondamentali, come l’integrazione e l’inclusione. È una formula, quella di questo torneo, particolarmente ambiziosa e vincente fin dal suo esordio di 10 anni fa. E se prosegue ad essere convincente nel tempo significa che è un bel progetto. Penso a quei ragazzini che giocarono nelle prime edizioni e che oggi sono magari all’inizio di un’attività professionale, oppure impegnati in lavori sui quali stanno costruendo il loro presente e il loro domani. Magari qualcuno di loro oggi è un calciatore affermato in una società di vertice in Italia o in Europa. Certamente avranno un bel ricordo delle partite giocate in questo torneo che accende i sogni, la fantasia e l’emotività dei ragazzi. Così si dipana il cammino delle persone legando i piccoli ai grandi in un’unica grande passione per questo gioco che esprime una magia del tutto particolare e intramontabile. Nei giorni del terribile terremoto che ha sconvolto la Turchia e la Siria, ne ho avuto una conferma. Seguendo in tv una cronaca di quanto avvenuto ho visto quattro o cinque ragazzini che, in mezzo alle macerie e a tanta disperazione, si erano attaccati ad un pallone per vivere un briciolo di vita, un briciolo di gioia. Non dimentichiamoci della povera gente che vive il dramma della guerra. Nel prossimo week end le squadre impegnate nel turno dei campionati rispetteranno un minuto di silenzio ricordando le vittime di un’altra tragedia immane: quelle persone che stavano cercando di attraversare il mare, diretti in territorio europeo, alla ricerca di una vita che meriti di essere definita umana. Non dimentichiamoci che tragedie di questo genere, anche se coinvolgono una sola persona, una sola mamma, un solo papà, un solo bambino, sono tragedie intollerabili.