La sala teatro dell’Oratorio Don Guanella di Scampia, lunedì 1° dicembre, ospiterà la presentazione della prossima Philadelphia Junior Cup, che vede da diversi anni in campo Lega Calcio Serie A e Centro Sportivo Italiano, da qualche tempo con il generoso sostegno di Philadelphia. Viene così riproposto un progetto, vincente, di incontro fra sport dei massimi livelli agonistici e sport dei ragazzi degli oratori italiani. Un progetto a cui teniamo particolarmente perché ci mette in dialogo lo sport dei professionisti, quei campioni che popolano i sogni dei ragazzini che entrano nel mondo del calcio. Nella presentazione dell’edizione 2026 della Philadelphia Junior Cup andremo a sottolineare e ad illustrare ancora gli aspetti educativi dello sport quale luogo privilegiato di formazione e di contrasto al razzismo. Mostrando sempre quel valore fondamentale del torneo che portiamo avanti nel classico claim “il calcio è amicizia”.
So bene che non bastano le enunciazioni di principio se poi, nella realtà, giocatori, dirigenti, genitori e tifosi di ogni genere sporcano l’avventura sportiva sia dei ragazzi, sia degli atleti più affermati, con atteggiamenti che sono diametralmente all’opposto dei valori richiamati. Resta però essenziale non perdere la speranza che un modo di fare sport rispettoso delle persone, e soprattutto dei più piccoli, sia possibile. Con la Philadelphia Junior Cup questo si realizza e l’incontro fra calciatori in erba e campioni affermati, articolato in più occasioni, porta ai risultati previsti. Per questo ribadiamo la nostra gratitudine alla Lega Calcio Serie A e ai suoi Club, che saranno in gioco per una proposta educativa davvero coinvolgente per le squadre dei nostri oratori. Sottolineo inoltre che l’Oratorio Don Guanella, dove a Napoli andremo a presentare la manifestazione nazionale, oltre ad essere campione in carica, avendo vinto l’edizione del 2025 in una bellissima finale all’Olimpico di Roma, ha sempre partecipato alla Junior Cup, contribuendo così alla diffusione dei valori tanto cari al Csi. Voglio infine sperare che i responsabili delle società in corsa per questo ambitissimo trofeo abbiano a cuore anzitutto la felicità dei ragazzi, che devono potersi divertire.

