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Se ci sei, facci un fischio!

Il CSI ricerca in tutta Italia arbitri e giudici

Al via oggi la campagna nazionale per rintracciare i futuri direttori di gara di basket, calcio e volley. Tre video emozionali, per iniziare, attraverso i canali social associativi oltre a un kit per promuovere i corsi arbitri territoriali nelle scuole.

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Se ci sei, facci un fischio!

AAA cercasi arbitri nel CSI! Non è un semplice annuncio online ma una campagna di comunicazione integrata e decisa per avere giovani appassionati pronti a fischiare per i colori arancioblu. Il titolo "Se ci sei, facci un fischio!", è appunto emblematico, deciso ad individuare e a rintracciare giovani e brillanti aspiranti direttori di gara di calcio, pallavolo e pallacanestro.
La campagna, che attraverso i comitati territoriali intende arrivare capillarmente in ogni angolo d’Italia, prevede anzi tutto sui canali social, tre videoclip - nei prossimi mesi ne arriveranno altri - ambientati nelle palestre o negli impianti del calcio, del volley e del basket. Morale comune: senza un arbitro in campo non si scende e non si gioca.
Quindi si è pensato al mondo scolastico, invitando i dirigenti scolastici a promuovere la campagna arbitrale nelle scuole secondarie di secondo grado, in particolare agli studenti delle quarte e quinte superiori. Due lettere distinte, da recapitare a presidi e studenti, affinché si possa coinvolgere sempre più ragazzi ad effettuare una scelta che cambia la vita. Nel CSI non si fa l’arbitro, ma lo si è, o lo si può diventare attraverso una formazione, con corsi ad hoc, dove emerge chiaro il compito educativo oltre che regolamentare che si chiede ad un fischietto ciessino.
La missione è quella di avvicinare tutti quei ragazzi che vogliono continuare a fare sport, a correre, ad allenarsi in un ruolo diverso, diventando arbitri, attori e attivi protagonisti in campo in ogni sport.

«L’attività sportiva sta lentamente ma concretamente ripartendo su tutto il territorio nazionale e per questo oggi più che mai abbiamo bisogno di arbitri», afferma Vittorio Bosio, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano e per quarant’anni arbitro di calcio.
«Nel CSI - precisa Bosio - l’arbitro deve essere anzitutto appassionato ed accogliente, disposto ad imparare e a mettersi in gioco sui campi di calcio e sugli impianti di gioco, con la capacità di rimanere serenamente al centro dell’attività sportiva con personalità e sensibilità. Per quanto sembri che all’arbitro si rivolgano quasi solo critiche, in realtà non è così, ma è il contrario. L’arbitro molto spesso è visto come persona capace di assumersi responsabilità decisionali per guidare lo svolgimento del gioco nel rispetto delle regole. Ma soprattutto, in questi tempi, l’arbitro deve aiutare a vivere lo sport con gioia, serenità, amicizia, arbitrando con rispetto ed entusiasmo, contagiando di passione sportiva i giocatori e chi assiste al gioco. Quest’anno, con la speranza di uscire definitivamente dalla pandemia abbiamo pensato di ripartire cercando di coinvolgere in particolare i giovani che hanno voglia di vivere esperienze formative senza perdere la possibilità di fare vero sport. Perciò ci rivolgiamo alle società sportive e alle scuole affinché favoriscano questo messaggio di coinvolgimento e partecipazione che aiuterà a rendere più diffusa la pratica sportiva tanto necessaria nella società attuale per i valori culturali e sociali che vengono promossi».

Ecco allora avviata la sperimentazione di un format nuovo, con un target giovanile di riferimento, e la fornitura ai Comitati territoriali di un kit di strumenti promozionali.

 

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