Il CSI Genova festeggia l’80° anniversario di fondazione

Presso il salone di rappresentanza di Sport e Salute, il 22 aprile le celebrazioni di questo traguardo. Presenti l' Assessore Welfare del Comune di Genova, il vicepresidente nazionale De David, con il presidente del CSI Genova Carmagnani

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Il CSI Genova festeggia l’80° anniversario di fondazione

"Una storia che corre ancora fra memoria, sport e futuro": è questo lo slogan con il quale il CSI di Genova ha festeggiato mercoledì 22 aprile l’80° anniversario di fondazione. Attualmente le società affiliate al comitato territoriale sono 147, con 24.400 tesserati: numeri importanti che rappresentano la tappa di un percorso capace anche di rinnovarsi.

«Abbiamo voluto ricordare le persone che ci hanno condotto fino a questo traguardo e ringraziare coloro che oggi fanno parte della nostra famiglia. Il nostro sguardo – dice Enrico Carmagnani, presidente CSI Genova – non può che essere rivolto però soprattutto al futuro, ai giovani che entrano a far parte del comitato, portando nuova linfa, e a tutti gli uomini e donne che condividono i nostri progetti».

Fondato nel 1946 con la benedizione dell’Arcivescovo Card. Giuseppe Siri, il CSI di Genova si distingue fin da subito per una evangelizzazione attraverso lo sport, all’insegna della concretezza e dell’inclusione.

«Credo che lo sport abbia un grande valore educativo soprattutto in una società come la nostra, dove purtroppo economia e commercio spesso hanno reso meno bello il gioco – sottolinea Mons. Gianfranco Calabrese, delegato arcivescovile per l’Evangelizzazione – e questo produce delle delusioni. A me piace il termine “deludere”, che significa non imparare più a giocare. Allora lo sport diventa occasione di crescita e di rapporti, di relazioni, sia nelle discipline a squadre che in quelle individuali».

Durante la festa, presso il salone di rappresentanza di Sport e Salute S.p.A., sono stati consegnati numerosi riconoscimenti a testimoni, protagonisti e amici del CSI.

Due in particolare di grande rilevanza: a Tina Bianchi, moglie dell’indimenticabile Adriano Bianchi, grande dirigente del comitato scomparso cinque anni fa, e a Salvatore Giordano, che con i suoi 81 anni è il decano degli arbitri di calcio.

Alla cerimonia è intervenuto il vice presidente vicario nazionale del CSI Andrea De David.

«È stata una bellissima festa che dimostra come il CSI di Genova sia cresciuto tanto negli ultimi anni, con un lavoro di rete con le istituzioni e con altre realtà sportive e non solo. Uno sforzo fatto da parte dei dirigenti – dice Andrea De David – che ha portato a numeri significativi. Ma al di là dei numeri si avverte proprio l’anima e lo spirito di questo comitato che ci dà grandi soddisfazioni».

Con Comune di Genova e Regione Liguria il CSI ha da molti anni sinergie e rapporti consolidati.

«Abbiamo bisogno di aiutare le persone attraverso lo sport e rafforzare quelle reti che purtroppo, per la complessità della vita di ogni giorno, spesso sono demotivanti, perché si fa fatica perfino a vedersi, incontrarsi. Lo sport – dice Cristina Lodi, assessore al Welfare del Comune di Genova – è l’accesso diretto e da questo osservatorio noi non possiamo che imparare».

«Nel 2025 abbiamo voluto dare grande spazio agli Enti di promozione sportiva, dei quali il CSI è una delle massime espressioni, per un bando che riguardava gli over 65. La nostra popolazione – sottolinea Simona Ferro, vice presidente Regione Liguria con delega allo Sport – è fra le più longeve del mondo. Ottocento le persone, non più giovanissime, che si sono dedicate alla ginnastica dolce, a gruppi di cammino, al ballo, al gioco delle bocce, allo stare bene insieme».

Per festeggiare l’80° anniversario del CSI di Genova è stato pubblicato anche un agile libretto, di facile e divertente lettura, che racconta la storia, l’attività sportiva, l’importanza della formazione, le eccellenze, l’impegno sociale e i progetti futuri del comitato.

È dedicato a Don Gb. Caviglia e Adriano Bianchi, con una citazione dei Negrita: «C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò».