Fondazione CSI per il Mondo presenta la stagione 2026/2027

Lo Sport come strumento educativo in 20 Paesi

Un viaggio fatto di centinaia di giovani volontari, società sportive gemellate con realtà in Africa, America Latina e Asia, tante ore di formazione e attività: un pallone come strumento di riscatto e comunità.

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Fondazione CSI per il Mondo presenta la stagione 2026/2027

Si è tenuta oggi, 19 maggio, a Milano, presso il Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia, la presentazione della stagione 2026/2027 della Fondazione CSI per il Mondo. Da 15 anni CSI per il Mondo porta avanti attività di volontariato sportivo nelle periferie di 20 Paesi tra Africa, America Latina, Asia ed Europa dell'Est. Un percorso che ha raggiunto più di un milione di bambini e bambine, formato oltre 800 allenatori ed educatori locali e costruito 30 gemellaggi attivi tra società sportive italiane e realtà dall'altra parte del mondo.

A sostenere l’iniziativa il Sottosegretario con delega a Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, che ha fortemente voluto ospitare la presentazione in Regione.

«Lo sport è un linguaggio universale che raggiunge anche i territori più lontani, portando ai giovani occasioni di crescita, legami ed educazione. Lo conferma il progetto “Un pallone nelle periferie del mondo” del CSI, che promuove un’idea di sport che va oltre i confini nazionali e oltre il gioco: uno strumento di formazione integrale della persona, radicato nella visione cristiana dell’uomo e nel servizio alle comunità – afferma Federica Picchi, Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia –. Lo vediamo anche nei nostri oratori, che Regione Lombardia sostiene con misure come il bando “Giovani Smart”, di cui abbiamo aumentato le risorse da 3 a 5,6 milioni, con i quali abbiamo finanziato oltre 100 progetti, e “Giovani in RETE” in collaborazione con ODL (Oratori Diocesi Lombarde). Condividiamo con CSI per il Mondo l'obiettivo di creare semi di benessere in tanti luoghi disagiati della Terra, dove una partita di calcio può ridare speranza. È questo lo sport che unisce, accompagna e trasforma i territori».

Società sportive che stringono un legame continuativo con realtà in Camerun, Madagascar, Zambia, Perù, Repubblica Democratica del Congo e in molti altri Paesi; giovani volontari che vivono un’esperienza capace di cambiare il loro sguardo sul mondo; tante ore di formazione per creare i presupposti di una proposta educativa locale attraverso lo sport. Uno scambio umano e sportivo che va ben oltre l’assistenzialismo per diventare incontro e comunità condivisa. In occasione dell'incontro sono state presentate le attività previste per la stagione 2026/2027, che confermano e rafforzano questo modello di cooperazione sportiva internazionale.

«CSI per il Mondo è un'autentica follia educativa ha detto il presidente CSI Milano, Massimo Achini –. Chiedere ai nostri giovani, ai nostri oratori e alle società sportive di portare lo sport nelle periferie del mondo sembrava impossibile, ma 14 anni di “missioni zaino e pallone” dimostrano esattamente il contrario. È stata un'esperienza, quella che in tanti hanno testimoniato oggi, che ha cambiato il cuore e lo sguardo di centinaia di giovani sulla loro vita e che ha seminato bene in contesti irraggiungibili. In Regione Lombardia presentiamo la prima stagione che CSI per il Mondo vive nella veste di Fondazione – ha aggiunto il presidente –. Ci saranno tante novità e tanta bellezza educativa da raccontare».

Alla presentazione hanno preso parte molti dei giovani partiti per le missioni, insieme alle società sportive che hanno aperto piccole squadre in Paesi, villaggi e quartieri del Sud del mondo. «Non abbiamo paura di dire che CSI per il Mondo rappresenta uno dei volti più belli dello sport, che può crescere ancora tanto – ha concluso Achini –. Nel mirino, ogni anno, anche una “partita impossibile” in un contesto di guerra, per dare forza allo sport come strumento di pace e di fratellanza fra i popoli».