Nello sport l’importanza degli arbitri e dei “volontari”

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Nello sport l’importanza degli arbitri e dei “volontari”

Ci sono problemi che, quando li affronti, ti danno il sapore della quotidianità, di una gradita normalità. Sono problemi di vita associativa che eravamo abituati a gestire prima degli anni terribili e devastanti vissuti recentemente e che, con la crisi della guerra in Ucraina, continuano a pesare sulla ripresa serena e vitale di ogni attività. È un po’ come se questi “problemi” riavvicinassero al vecchio trantran e con esso al sapore della vita associativa. Mi è arrivato ieri un testo molto simpatico di una giovane donna arbitro di calcio che, al sesto mese di gravidanza, decide di fermarsi un attimo, ma non senza prima lanciare un suo messaggio agli sportivi: «Ciao a tutti! Io sono Elisa. Vi seguo da tanto tempo e in questo periodo di pausa mi piacerebbe fare un piccolo appello. Vorrei motivare giovani e meno giovani a intraprendere la carriera da arbitro perché, se lo faccio ancora io al 6° mese di gravidanza… è possibile farlo, per tutti! Si tratta soltanto di affrontare i confronti in campo con il giusto approccio. Chi mi ha seguita nella mia carriera, soprattutto nel CSI, mi ha anzitutto insegnato come relazionarmi e stabilire un rapporto arbitro-giocatore. Ed è il motivo per cui ora tutti stravedono per me quando mi vedono arrivare al campo e sono contenti!». In queste parole spontanee e dirette ci leggo tutti gli ingredienti della vita CSI: l’entusiasmo, la voglia di rendersi utili, il piacere di stare con gli altri in un ruolo fondamentale… e tanto altro. Adesso che le attività sono riprese a pieno ritmo questo è un invito che rivolgo ai Comitati perché si attivino ad organizzare corsi per arbitri e direttori di gara. Ne abbiamo bisogno perché, essendoci spazio per tutti, nel prossimo autunno sarà prioritario per il CSI proporre campagne e formare nuovi arbitri e direttori di gara. Sognavamo di tornare un giorno alla normalità, all’attività sportiva concretamente vissuta. Adesso, finalmente, ci siamo, ma per proporre sport occorrono gruppi arbitri che in ogni disciplina mettano i Comitati in condizione di organizzare le attività in autonomia. Nello stesso tempo, dallo Stato ci aspettiamo che queste figure - come tante altre fondamentali per continuare a proporre sport - vengano riconosciute nella loro funzione sociale ed educativa, dando la giusta dimensione a quei pochi euro che ricevono per ogni gara e che spesso non coprono nemmeno un rimborso spese.