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Progetti sportivi: in gioco l’anima

Bambini, over 65, fragili e reclusi: il bilancio di un anno di attività ed investimenti

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Progetti sportivi: in gioco l’anima

Progetti per bambini e adolescenti per rafforzare il sistema sportivo; progetti per over 65 e ceti fragili con l’obiettivo di rendere lo sport accessibile a tutti; progetti scolastici per avvicinare bambini e adolescenti allo sport: questi i confini e gli ambiti di investimento del contributo di 80 milioni di euro che il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Sport e Salute S.p.A. hanno destinato agli organismi sportivi oltre un anno fa.

Alla fine del 2023, alla chiusura delle attività progettuali, il Centro Sportivo Italiano traccia un bilancio dei progetti, promossi e realizzati anche in collaborazione con altre organizzazioni, specialmente con l’US ACLI. Per il CSI, i numeri testimoniano un impegno che ha valorizzato soprattutto le società di base e favorito la partecipazione di tante e tanti, con una particolare attenzione a quei soggetti, sotto il profilo socioeconomico, più fragili.

E così, con il progetto Mi.Gio.Act, il CSI ha portato 4.611 over 65 a praticare numerose e diverse discipline adattate, in 25 province italiane, sparse in 12 regioni. Viceversa il progetto Fiabe in movimento, destinato a bambine e bambini delle scuole dell’infanzia, ha visto l’adesione di 1.465 giovani sportivi che nelle scuole hanno scoperto la bellezza del movimento, del gioco, della propedeutica sportiva, attraverso storie e racconti nati dalla collaborazione tra 46 gruppi sportivi e 43 istituti scolastici in tutta la penisola.

I preadolescenti sono stati, invece, i protagonisti del progetto Net. Oltre le reti. Un’azione a rete concreta, tra tennis, tennistavolo, badminton, paddle, pickleball, con 70 gruppi sportivi e quasi 1.500 ragazze e ragazzi che hanno inteso dare un segnale chiaro contro il bullismo. All’interno del progetto, in collaborazione con istituti scolastici, oratori e comunità, sono stati coinvolti 229 ragazzi e ragazze vittime di bullismo. Quindi un contest, in collaborazione con Giffoni Film Festival, ha visto riconosciuto l’impegno di due società sportive i cui atleti parteciperanno al Giffoni Film Festival 2024.

Cambiando contesto sociale, sono stati 51 gli operatori entrati nei 14 istituti penitenziari in cui si è attivato il progetto Sportivi Sempre, proponendo calcio, ginnastica, pesistica, tennistavolo, pallavolo, pallacanestro, danzajazz, in un contesto in cui occorre sempre mettere al centro la persona e offrire un’esperienza di incontro e di relazione. Ben 655 gli uomini e le donne che nelle carceri hanno avuto la possibilità di praticare sport ogni settimana del progetto. Nel corso dell’anno le attività progettuali sono state raccontate anche attraverso nuove forme di comunicazione.

Interessanti i tre podcast “Allora... Muovi!”, “Facciamo rete” e “Sportivi sempre”, per un totale di 28 puntate, in cui vari esperti e protagonisti nei vari progetti educativi si sono alternati per provare a condividere il significato più autentico dell’esperienza sportiva con i più piccoli, con i preadolescenti e con quelle persone che vivono in situazioni istituzionalizzate.

E l’onda digitale è stata cavalcata anche attraverso la collaborazione con lo youtuber di “Cartoni Morti”, Andrea Lorenzon, il cui video sul bullismo e lo sport, nell’ambito del progetto Net, ha superato le 450 mila visualizzazioni.

Oltre la comunicazione e i numeri, però, c’è il bene generato attraverso lo sport. Quello che le associazioni sportive realizzano tutti i giorni con le loro attività e quello favorito dai finanziamenti delle istituzioni più attente e sensibili. Si tratta delle due facce della stessa medaglia: lo sport per tutti, lo sport educativo, quello che mette in gioco il cuore e l’anima delle persone.