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Malessere giovanile: è allarme

Crescono disagi e povertà educative. Luci ed ombre sui vari diritti mancati di una generazione sospesa tra sogni e incertezze

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Malessere giovanile: è allarme

In occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre) è stato pubblicato e commentato nei giorni scorsi il 13° Rapporto CRC di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (CRC). Redatto dalle oltre 100 associazioni (tra cui il CSI) che fanno parte del Network, il Rapporto fornisce come sempre nei suoi 10 capitoli e 46 paragrafi - sia un’istantanea sia una panoramica completa di tutti i diritti riconosciuti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Dall’analisi e dal confronto con i 174 operatori e professionisti coinvolti nella stesura del Rapporto CRC affiorano le complessità della realtà attuale, e tutte le difficoltà che ragazzi e famiglie trovano nel gestirle. Martedì scorso il Rapporto è stato presentato on line su Facebook, ed è stata questa l’occasione per dare voce ed evidenza a coloro che nel quotidiano, in contesti e territori differenti - nel ruolo di assessori o di semplici volontari nell’associazionismo - lavorano con e per i ragazzi e le ragazze, per assicurare un futuro che sia all’altezza dei loro sogni e che li supporti nelle loro incertezze. All’evento introdotto da Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo CRC è intervenuta anche la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella. Nel dialogo e nello sguardo d’insieme si sono alternati differenti pareri, seppur sul terreno comune della necessità di intraprendere azioni urgenti e sinergiche a più livelli di governance, fuoriuscendo dalla logica degli interventi per singoli “settori” avviando invece un processo di ricomposizione in grado di promuovere il benessere complessivo delle persone di minore età che vivono nel nostro Paese. C’è infatti, all’inizio di ogni paragrafo del Rapporto, un riferimento sia agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, a sottolineare l’inestricabile rapporto tra lo sviluppo inclusivo, equo e sostenibile promosso dall’Agenda 2030 e la realizzazione dei diritti delle persone di minore età, sia un collegamento con la Strategia dell’Unione Europea sui diritti dei minorenni 2021 - 2024, confermando l’importanza di un lavoro sinergico e multi-livello. Tra le prime tematiche affrontate si legge l’importanza di garantire l’accesso ad un’informazione chiara, sicura e rispettosa; un diritto fondamentale per bambini, bambine e adolescenti, che oggi si informano principalmente attraverso i social media. Occorre dunque un’adeguata competenza digitale per fronteggiare la società attuale, caratterizzata da una sovrabbondanza di informazioni, talvolta contraddittorie, capaci di offrire riferimenti spesso confusi. Il Rapporto nelle sue varie sfaccettature affronta tante altre criticità: gli stereotipi di genere iniziano a radicarsi molto presto e pervadono ogni ambito della vita. Andrebbe poi promossa un’educazione alla sessualità e all’affettività rispettosa dell’altro o dell’altra. Da un recente sondaggio il 48,3% delle ragazze e dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni è preoccupato per i cambiamenti climatici. In continuo aumento sono anche i disturbi del comportamento alimentare. Nell’ultimo decennio è raddoppiato inoltre il numero di utenti minorenni che si rivolgono ai servizi di Npia: un quadro decadente che si arricchisce ulteriormente con i dati del crescente “drop-out” scolastico e della cosiddetta “dispersione implicita o nascosta”, fenomeno che riguarda i giovani che, pur concludendo il ciclo scolastico non raggiungono i livelli di competenze previsti al termine del percorso di studi, pari all’8,7% nel 2023.

I numeri critici del Rapporto CRC

Le principali evidenze sui dati del 13° Rapporto CRC riguardano i minorenni in condizione di povertà assoluta: 1 milione 269 mila, l’incidenza più alta tra la popolazione (13,4% a fronte di una media nazionale del 9,7% e del 6,3% per gli over 65). Ma ci sono anche la povertà alimentare (nel 2021, il 5,2% dei giovani tra 1 e 15 anni non consumava un pasto proteico al giorno), la povertà abitativa (nel 2021 sono state censite 12.793 persone di minore età “senza tetto” e “senza fissa dimora”, mentre il 7,5% dei minorenni sempre nel 2021 vive in condizioni di grave deprivazione abitativa), e poi la povertà educativa che riguarda non solo le condizioni materiali di accesso, ma anche il livello di opportunità di crescita e formazione. I minorenni fuori dalla famiglia d’origine a fine 2020 erano complessivamente 26.223 pari al 2,8 per mille rispetto alla popolazione di minore età presente in Italia nello stesso periodo. Il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi di vita passa del tempo davanti a Tv, computer, tablet o telefoni cellulari; i tempi aumentano fino ad arrivare ad almeno 1-2 ore al giorno di esposizione a 11-15 mesi di età.