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Tra Roma e Lazio vince la Junior TIM Cup

Giornata memorabile e ricordo indelebile più del selfie di Totti per i giovani degli oratori S. Filippo Neri Garbatella e Mater Carmeli, che all'Olimpico hanno dato vita al pre-gara del derby, mantenendo un comportamento esemplare in campo e fuori. Vincono 7-4 gli azzurri mariani del Casaletto

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Tra Roma e Lazio vince la Junior TIM Cup

L’11 gennaio 2015 resterà una data indelebile nella memoria dei ragazzini del S. Filippo Neri Garbatella e del Mater Carmeli, le due squadre d’oratorio capitoline che hanno avuto la fortuna di essere designate per disputare il pregara della Junior Tim Cup,  torneo di calcio a 7 Under 14, promosso da Lega Serie A, TIM e CSI sul manto dell’Olimpico, prima del derby Roma-Lazio.

 

Per alcuni di loro, come ad esempio Alex del S. Filippo, era addirittura la “prima” assoluta allo stadio; di contro, c’è anche chi all’Olimpico è già un “vip”, come Valerio del Mater Carmeli che, grazie al papà, si gusta tutte le partite giallorosse dalla tribuna d’onore.

 

L’aspetto sicuramente più clamoroso è che fra i 23 che sono scesi in campo soltanto uno è tifoso della Lazio: è Francesco del S. Filippo, non affatto in imbarazzo nel confessare la propria “fede” in un nugolo di aficionados giallorossi, sostenuto dall’interista Leonardo e da qualche timido sostenitore bianconero. Stessa musica sull’altro versante: tutti giallorossi e qualche juventino.

 

Prima del loro confronto, abbiamo provato a stuzzicarli parlando di derby e di calcio dei grandi, ma tutti avevano la testa, l’anima e il cuore rivolti alla propria partita. Per sintetizzare lo stato d’animo di questi ragazzini, tutti 12enni o giù di lì, ci piace prendere il simpatico aggettivo coniato proprio dal laziale Francesco“mi sento gelatinoso”; frase accompagnata da un gesto di tremore che dà il senso di cosa significhi non star più nella pelle. E cosa dire del capitano Edoardo, che avrebbe poi consegnato la fascia a Francesco Totti?  Figuriamoci, lui il numero 10 romanista ce l’ha sullo sfondo dell’iphone! “Non dormo da 3 giorni” ha detto col volto raggiante; un volto che è diventato indescrivibile dopo l’incontro col suo mito, che lo ha gratificato con un “grazie piccolè” che resterà impresso nelle sue orecchie, come negli occhi la doppietta nella ripresa del derby pareggiato dalle due capitoline.

 

Prima di cominciare la partita, gli allenatori e i dirigenti al seguito si sono ovviamente premurati di raccomandare ai ragazzi la massima correttezza in campo. E il capo delegazione Daniele Rosini, presidente del CSI Lazio, ha sottolineato, a gruppi schierati: “Voi siete qui in rappresentanza di tutti i ragazzi che, insieme a voi, giocano nel Csi. E’ un’occasione grandiosa. Metteteci l’anima ma anche il rispetto dell’avversario e dei compagni. Oggi il risultato non conta; siamo qui per dimostrare come si gioca nel CSI”.

 

Parole che i bambini hanno assimilato alla lettera. Sotto la saggia direzione di “papà” Claudio Cecili, la partita aveva preso un brutta piega per il S. Filippo, che si è trovato sotto per 5-0. Ma nel proseguo il team in maglia gialla ha saputo riprendersi, e grazie anche al tifo spontaneo sceso dagli spalti, non solo ha evitato la goleada ma ha anche dato qualche dispiacere al portiere avversario: 7-4 per il Mater Carmeli il finale.

 

La stellina della squadra vincente si chiama Stefano De Laurentiis. E in questo caso citare il cognome è d’obbligo, perché si… la famiglia è proprio quella del presidente del Napoli nonché famoso produttore cinematografico. Suo padre è fratello del grande Aurelio. Ma del club partenopeo, a dire il vero, non gli interessa granchè. “Da piccolo ero romanista, poi mio nonno, parlandomi sempre della grande Juve, mi ha convinto a cambiare colori!” Il fisico promette bene (è alto 165 cm) e il piede pure (ha fatto 3 gol, rispettando la sua media in campionato).

 

Il compagno di squadra Filippo ha testimoniato, per tutti, lo stato d’animo del gruppo: “ero in ansia, la notte prima non ho dormito; per fortuna l’emozione è durata fino all’inizio della partita. Appena entrati in campo non abbiamo pensato ad altro che giocare. Il campo era un po’ scivoloso, ma ce la siamo cavata bene. Cosa si prova ad avere attorno tanti spettatori? Non riesco a spiegarlo…è stato tutto magico!!”.

 

Provando a chiedere in giro se qualcuno pensa di diventare un calciatore vero, le risposte sono state un po’ imbarazzate e un po’ evasive. Pure essendo ancora giovanissimi, del resto, questi ragazzi sono già incanalati sul calcio a 5 e, a meno di clamorose sorprese, nessuno di loro avrà più modo di calcare ancora questo prestigioso terreno.

 

Ma questo conta poco. Come ci raccontano i mister, Giancarlo del S. Filippo e Lanfranco del Mater Carmeli, le emozioni di oggi vanno ben oltre i sogni del domani. L’incredibile entusiasmo scatenatosi dopo aver appreso del sorteggio – il più bel regalo di Natale ricevuto - i giorni contati ad uno ad uno in attesa dell’evento, una qualche ansia dei genitori presto vinta dalla voglia di portare questi ragazzi a vivere l’esperienza dell’Olimpico e alla fine la possibilità di assaporare il bello, solo il bello, del gioco del calcio, sono cose che non hanno prezzo.

 

La classica ciliegina sulla torta è stata il risultato finale del derby, un 2-2 che non ha scontentato nessuno. Certo, a vedere i tanti musi lunghi nell’intervallo, nella porzione di tribuna che ci era stata riservata a ridosso del campo abbiamo provato un po’ di tristezza. Ma la ripresa ha capovolto tutto, e ognuno incitando il proprio calciatore del cuore ha portato a casa un‘altra piccola gioia: quella di aver rimontato, da una parte; quella di aver fatto comunque un’ottima figura, dall’altra; quella di aver assistito a una partita emozionante, fra i neutrali. E ora tutti a casa, per continuare a crescere come calciatori e come ragazzi, pensando soprattutto a divertirsi.