Il Genoa CFC ospita la nona tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out

Nel convitto della Badia di Sant’Andrea accolti gli atleti del Ricreatorio San Luigi Gonzaga, i calciatori del torneo nazionale giovanile che coinvolge le città della Serie A Enilive, promosso da Philadelphia, Lega Calcio Serie A e Centro Sportivo Italiano. A dialogare con gli atleti sui valori dello sport e dell’amicizia, presente Alessandro Marcandalli, difensore del Genoa CFC

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Il Genoa CFC ospita la nona tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out

Lunedì 9 marzo, il Genoa CFC ha ospitato una partita speciale, che si disputa fuori dal campo di gioco. Il Club rossoblù ha accolto la nona tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, il torneo nazionale giovanile di calcio a 7 dedicato agli oratori delle 17 città della Serie A Enilive 2025/2026, presso il convitto della Badia di Sant’Andrea, per un pomeriggio di allenamento dedicato alla riflessione sui valori dello sport.

Ospiti del Club sono stati gli atleti del Ricreatorio San Luigi Gonzaga, tra i partecipanti del progetto educativo e sportivo promosso da Philadelphia, iconico marchio del Gruppo Mondelēz International e Title Sponsor della competizione, Lega Calcio Serie A e il Centro Sportivo Italiano. I giovani calciatori, tra i 12 e i 14 anni, insieme ai ragazzi e alle ragazze del settore giovanile rossoblù, hanno incontrato Alessandro Marcandalli, difensore del Genoa CFC, per un appuntamento di approfondimento sui valori cardine del progetto: amicizia, rispetto e inclusione.

Alessandro Marcandalli ha raccontato ai ragazzi la propria esperienza e posto l’accento sull’importanza della collaborazione e del gioco di squadra nel calcio e non solo. I giovani del Ricreatorio San Luigi Gonzaga hanno donato al calciatore la maglia “Il calcio è amicizia”, simbolo tangibile dei valori di cui il progetto vuole farsi portavoce. Il difensore ha poi autografato la divisa “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, donata da Lega Calcio Serie A ai capitani del ricreatorio, testimonianza della volontà educativa del progetto.

«È stato un privilegio rappresentare il club e i compagni nell’ambito di questo incontro che Lega, Philadelphia e CSI hanno organizzato per sottolineare la rilevanza dei principi educativi nei fattori di crescita dei giovani” dichiara Marcandalli. “Noi atleti siamo chiamati ad adottare comportamenti adeguati in campo e nella vita quotidiana per dare un contributo tangibile e offrire esempi positivi su tematiche sempre attuali come la lotta al razzismo».

La Philadelphia Junior Cup, giunta quest’anno alla tredicesima edizione, sposa ancora una volta la campagna di sensibilizzazione contro il razzismo e ogni forma di discriminazione “Keep Racism Out”, promossa da Lega Calcio Serie A in collaborazione con l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il rispetto e l’inclusione sono temi centrali del progetto, affrontati durante l’incontro di sensibilizzazione, oltre che dal campione rossoblù, anche da Antonio Sacco, psicologo in forza al Club con una rappresentanza dell’Under 15, Clara Simonini, dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Calcio Serie A, Alessio Franchina, Coordinatore nazionale dell’Area Comunicazione, Marketing e Innovazione Digitale del CSI, e Luca Verardo, Presidente del CSI Liguria.

Nei mesi della competizione, da gennaio a maggio, i giovani calciatori si sfidano nelle fasi territoriali, regionali e interregionali, fino a decretare le otto squadre che voleranno a Roma per eleggere il team campione dell’edizione, con una finale d’eccezione che si disputerà sul terreno dello Stadio Olimpico capitolino, poco prima della Finale di Coppa Italia Frecciarossa.

Il progetto non si sviluppa esclusivamente sul terreno di gioco. Gli atleti del torneo prendono infatti parte agli appuntamenti formativi ospitati nelle sedi e nei centri di allenamento dei Club del massimo Campionato. Durante gli incontri, insieme ai campioni della Serie A Enilive, a psicologi, educatori ed esperti, i giovani calciatori approfondiscono l’importanza dei valori dello sport, con l’obiettivo di creare ambienti più inclusivi dentro e fuori il campo di gioco. Il progetto contribuisce ad accorciare le distanze tra lo sport di base e lo sport di vertice, con gli atleti che vivono l’esperienza dei grandi campioni, entrando negli stadi della Serie A Enilive, sia con walk about a loro dedicati, sia confrontandosi in campo nei pre-gara dei match del massimo Campionato.