La rinnovata attenzione verso la meravigliosa realtà degli oratori è, nel tempo che viviamo, così complicato, motivo di speranza e di fiducia nel futuro. Ne ho avuto conferma martedì, a Seveso, partecipando ad uno dei tanti convegni che si organizzano di questi tempi, per condividere momenti di analisi e di riflessioni sullo sport in oratorio. Per noi del Centro Sportivo Italiano, questo rappresenta un tema fondamentale, sempre attuale, nella proposta educativa, aggregativa e di accoglienza. Ho appunto riletto, sul tema, alcuni interventi di Pontefici che hanno voluto, negli anni, richiamare l’importanza dell’oratorio nella nostra società. Pur essendo datato 31 agosto 2002, ho trovato una limpida sottolineatura in un discorso di San Giovanni Paolo II, che può sintetizzarsi così: «L’Oratorio è scuola di servizio, dove si impara a lavorare generosamente per la comunità, per i piccoli, per i poveri. Ed è proprio il servizio, animato dalla preghiera, la via privilegiata per la nascita e la crescita di autentiche vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria, come pure di robuste vocazioni laicali, coniugali e non, improntate alla dedizione di sé nel servizio verso gli altri. Mantenete sempre vivo questo spirito nel vostro Oratorio e nella vostra Società sportiva. Camminate sempre uniti, per essere “sale della terra e luce del mondo”». Inoltre, ho letto con piacere di nuove e interessanti iniziative editoriali, come il libro “Oratorio Italia. Viaggio nel Paese del bene”, con prefazione del card. Pietro Parolin e postfazione di Aldo Cazzullo. Un libro che si annuncia interessante, anche perché sconfessa le cassandre che davano per morta l’esperienza degli oratori in Italia, sottolineando che invece questo luogo di fraternità e di incontro con la fede resta ben saldo nella pur variegata geografia italiana. Ne sono più che convinto, considerata anche la mia personale esperienza, poiché ancora oggi mi è possibile incontrare tante persone capaci di amore per gli oratori e di mettersi al servizio, felici di rappresentare dei punti di riferimento per le famiglie e di poter essere di supporto ai sacerdoti che, con passione e amorevole intelligenza, hanno il compito di guidare le scelte oratoriane.

