Sempre a favore d’uno sport per le persone con disabilità

Condividi:
Sempre a favore d’uno sport per le persone con disabilità

Ho vissuto due intensi giorni, a Cava de’ Tirreni, sul tema assai attuale “L’inclusione fa squadra – Sport, disabilità e nuove cittadinanze”. Ho trovato accoglienza calorosa e ho apprezzato gli approfondimenti, attraverso il confronto tra chi lo sport lo vive ogni giorno, in tutte le sue molteplici sfaccettature.Va sottolineato che nell’occasione ho ritrovato i sentimenti che sono alla base della nostra attività, quell’affetto e quel coinvolgimento emotivo, misto di condivisione e sincero volersi bene. Mentre ascoltavo arricchendomi delle riflessioni e delle esperienze raccontate a Cava, il pensiero correva sul momento attuale, sullo sport in generale e sulle aperture che vengono attuate da molte realtà sportive. Oggi molte proposte sono sostenute con finanziamenti locali, regionali, statali o addirittura europei. E finalmente tutti sembra si siano accorti dei diritti di chi ha un carico di difficoltà maggiore rispetto alla media delle persone. Così mi tornano alla mente i tempi del CSI, che fin dalla sua nascita, proprio per l’impegno a proporre sport cristianamente ispirato, ha sempre avuto i meno fortunati nel proprio programma sportivo. Quando il CSI faceva lo sport cosiddetto “per handicappati” (questa era la brutta espressione usata in quei tempi) era guardato un po’ come, talvolta, i grandi campioni guardano gli sportivi degli oratori, ossia dall’alto in basso. Invece l’impegno per le persone con disabilità era ed è tuttora il segno di una scelta di campo per la persona, per ogni persona. Con un particolare affetto per chi, magari più debole o fragile, abbia bisogno di sentire su di sé uno sguardo d’amore sincero, di fiducia, di sprone a superare gli ostacoli anche quando sembrano insormontabili. A me sembra, insomma, che non tutti, quando ostentano il loro impegno a favore della presenza delle disabilità nello sport, lo facciano senza guardare il tornaconto personale. Perciò sono orgoglioso di aver firmato spesso delle deroghe per permettere la partecipazione alle manifestazioni di persone con disabilità, fuori dai rigidi schemi delle norme, ma non fuori dalla visione dello sport che ha il Centro Sportivo Italiano.