Rghiro: il grande viaggio in bici tra Sibillini, borghi e strade bianche

Rghiro, Pedalare per scoprire il territorio ma è anche condivisione, incontro e convivialità

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Rghiro: il grande viaggio in bici tra Sibillini, borghi e strade bianche

Sabato 18 luglio Monteleone di Fermo diventerà la capitale del cicloturismo. La macchina organizzativa, guidata da Marco Frattaroli, è ormai da tempo in funzione e sono attese ulteriori novità. La manifestazione si svolge sotto l’egida del Centro Sportivo Italiano.

Nel cuore dell’entroterra marchigiano c’è un piccolo borgo capace, ogni estate, di trasformarsi in un punto di riferimento per gli appassionati di ciclismo d’avventura. Sabato 18 luglio le strade attorno a Monteleone di Fermo torneranno ad animarsi con la Rghiro, una delle manifestazioni cicloturistiche più affascinanti del Centro Italia.

Non è una gara: non ci sono classifiche né cronometri. La Rghiro è prima di tutto un viaggio in bicicletta, un’esperienza che unisce fatica, paesaggi spettacolari e il piacere della scoperta. Un evento che negli anni ha saputo conquistare centinaia di ciclisti provenienti da tutta Italia, attratti dalla possibilità di pedalare lungo strade poco trafficate e attraversare alcuni dei territori più suggestivi dell’Appennino marchigiano.

L’itinerario si snoda tra le colline fermane e le montagne dei Monti Sibillini, lambendo borghi medievali, pascoli d’altura e vallate selvagge dove la bicicletta diventa il mezzo ideale per immergersi completamente nel paesaggio.

Lo spirito della randonnée

La Rghiro si ispira alla tradizione delle manifestazioni cicloturistiche con partenza alla francese, eventi di lunga distanza in cui l’obiettivo non è arrivare prima degli altri, ma completare il percorso entro un tempo massimo, gestendo le proprie energie e godendosi il viaggio.

La partenza è infatti prevista alla francese, cioè libera all’interno di una fascia oraria. I ciclisti potranno partire nelle prime ore del mattino, quando l’aria è ancora fresca e le luci dell’alba iniziano a illuminare le colline marchigiane. Un momento sempre molto suggestivo: biciclette pronte, luci accese, silenzio e concentrazione prima di affrontare centinaia di chilometri di pedalata.

Questa formula rende la manifestazione accessibile a molti tipi di ciclisti: dagli atleti esperti, abituati alle lunghe distanze, fino a chi desidera semplicemente vivere una giornata intensa tra sport e natura.

Quattro percorsi su strada tra colline e montagne

Uno dei punti di forza della Rghiro è la varietà dei percorsi, studiati per offrire sfide diverse ma accomunate dalla stessa qualità paesaggistica.

Percorso corto – circa 90 km

È il tracciato più accessibile della manifestazione, ma non per questo privo di carattere. Con circa 1700 metri di dislivello, attraversa le dolci colline del Fermano alternando salite pedalabili e discese panoramiche.

È l’itinerario perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo delle randonnée oppure per chi desidera vivere l’evento senza affrontare distanze troppo impegnative. Non mancano comunque tratti spettacolari, con scorci sulle vallate marchigiane e continui cambi di ritmo.

Percorso medio – circa 130 km

Il tracciato medio rappresenta il punto di equilibrio tra distanza e difficoltà. I chilometri aumentano e con essi anche l’impegno fisico, ma la fatica viene ripagata da un percorso estremamente vario.

Qui il paesaggio inizia a cambiare: le colline lasciano gradualmente spazio ai rilievi appenninici e le salite diventano più lunghe e regolari. È un percorso ideale per ciclisti con una buona preparazione che vogliono misurarsi con una distanza importante senza affrontare le sfide estreme del tracciato più lungo.

Percorso lungo – circa 160 km

Il percorso lungo entra nel cuore dell’Appennino marchigiano. Con i suoi 160 chilometri rappresenta già una vera impresa cicloturistica, capace di mettere alla prova gambe e testa.

Il tracciato attraversa diversi borghi storici e si inoltra nelle aree più suggestive dell’entroterra, con salite lunghe e panorami che si aprono sulle montagne dei Sibillini. È il percorso che meglio rappresenta lo spirito della Rghiro: fatica, natura e senso di avventura.

La grande randonnée – oltre 200 km

Per i ciclisti più allenati c’è infine il percorso principe della manifestazione: oltre 200 chilometri di pedalata con un dislivello importante che porta i partecipanti a vivere una vera giornata epica in sella.

È un itinerario pensato per chi è abituato a gestire lunghe distanze e variazioni di altitudine. Qui la bici diventa compagna di viaggio per un’intera giornata, tra salite appenniniche, lunghi tratti panoramici e momenti di solitudine immersi nella natura.

L’anima gravel della Rghiro

Negli ultimi anni la manifestazione ha abbracciato anche il mondo del gravel, disciplina sempre più diffusa tra gli appassionati di ciclismo d’avventura.

I percorsi dedicati alle bici gravel porteranno i partecipanti su strade bianche, sterrati e tratti rurali che attraversano campagne e boschi dell’entroterra marchigiano. È un modo diverso di vivere il territorio: più lento, più esplorativo, spesso lontano dall’asfalto principale.

Sono previsti due percorsi gravel:

Gravel Classic – 90 chilometri
Un tracciato pensato per gli amanti del gravel autentico: avventura, polvere e panorami mozzafiato. La Rghiro Gravel attraversa boschi, sterrati e strade bianche dei Sibillini, toccando alcuni dei borghi più autentici del territorio. Si parte da Monteleone di Fermo lungo un percorso ricco di saliscendi, fondi misti e paesaggi che spaziano dai campi coltivati alle vallate montane. Il percorso condivide alcuni brevi tratti della rghiro, ma su un tracciato pensato specificamente per la bici gravel.

Gravel Marathon – 130 chilometri
Un percorso impegnativo ma affascinante che terrà i ciclisti in sella per gran parte della giornata. Come la Classic, attraversa boschi, sterrati e strade bianche dei Sibillini, ma con un tracciato più lungo e tecnico che mette alla prova la resistenza degli atleti. I panorami e i ristori lungo il percorso ripagheranno ampiamente la fatica.

Il gravel aggiunge alla Rghiro una dimensione ancora più avventurosa, avvicinando ciclisti che amano il bikepacking, l’esplorazione e la libertà delle strade meno battute.

 

I ristori: il gusto delle Marche lungo la strada

La Rghiro non è solo chilometri e dislivello: è anche condivisione, incontro e convivialità.

Lungo i percorsi sono previsti numerosi ristori nei punti strategici del tracciato, dove i ciclisti possono fermarsi, recuperare energie e scambiare qualche parola con altri partecipanti.

Tra le località coinvolte figurano borghi dell’entroterra come San Ginesio, Amandola, Montemonaco e Montefalcone Appennino, paesi che custodiscono un patrimonio storico e paesaggistico straordinario.

I ristori offrono prodotti semplici ma genuini: frutta fresca, dolci, pane, bevande e specialità locali, permettendo di ricaricare le energie e allo stesso tempo scoprire i sapori del territorio.

All’arrivo a Monteleone di Fermo i ciclisti saranno accolti con un ristoro finale dedicato alla tradizione gastronomica marchigiana. Non mancheranno piatti tipici e specialità come le olive all’ascolana, perfette per concludere la giornata tra sorrisi e racconti di strada.

Pedalare per scoprire il territorio

La Rghiro non è soltanto una manifestazione sportiva: è anche un progetto di valorizzazione del territorio.

Le strade attraversate dai ciclisti passano infatti in aree che negli ultimi anni hanno vissuto momenti difficili, ma che oggi stanno riscoprendo nuove opportunità grazie al turismo lento e al cicloturismo.

Pedalare tra questi borghi significa scoprire paesaggi autentici, incontrare comunità locali e vivere un’Italia spesso lontana dalle rotte turistiche più battute.

Una giornata da ricordare

Quando, al tramonto, i ciclisti torneranno a Monteleone di Fermo, la stanchezza lascerà spazio alla soddisfazione. Ogni partecipante porterà con sé una storia fatta di chilometri, panorami e incontri lungo la strada.

È questo il vero fascino della Rghiro: trasformare una pedalata in un’avventura.

Tra colline dorate, montagne maestose e strade bianche che si perdono all’orizzonte, la Rghiro continua a essere molto più di un evento ciclistico: è un invito a partire, esplorare e riscoprire il piacere semplice di pedalare.