Ad Alghero Ball Don’t Lie: la calda estate del basket 3x3

Dal 30 luglio al 2 agosto nel playground del Parco Giammarco Manca di Maria Pia animato dal CSi sassarese la ricerca di un livello sportivo importante senza perdere la dimensione aggregativa dello street basket

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Ad Alghero Ball Don’t Lie: la calda estate del basket 3x3

Basket, competizione, divertimento e soprattutto condivisione. Si è conclusa ad Alghero la nona edizione del Ball Don’t Lie, manifestazione che per quattro giorni, dal 30 luglio al 2 agosto, ha animato il playground del Parco Giammarco Manca di Maria Pia.

A raccontare la dimensione raggiunta dal torneo sono innanzitutto i numeri: 27 squadre e 118 atleti, impegnati nelle diverse categorie previste dal programma.

Una partecipazione particolarmente significativa anche per l’eterogeneità del livello tecnico. Sullo stesso playground si sono ritrovati semplici appassionati, amatori ed ex giocatori, insieme ad atleti tuttora impegnati nei campionati nazionali, fino alla Serie A2. Nel mezzo, esperienze e livelli differenti, accomunati dalla possibilità di giocare, divertirsi e competere all’interno dello stesso evento.

È proprio questa una delle caratteristiche che negli anni hanno contribuito a definire l’identità del Ball Don’t Lie: la ricerca di un livello sportivo importante senza perdere la dimensione aggregativa dello street basket. Competizione e qualità tecnica, dunque, ma anche incontro e partecipazione, in un contesto capace di coinvolgere giocatori con percorsi sportivi molto diversi tra loro.

I vincitori della nona edizione

Il campo ha naturalmente decretato anche i vincitori dell’edizione 2026. Nell’Under 16 il successo è andato agli Oreo. Nella categoria Amatoriale primo posto per Squadra X – Noobies Overboard, davanti a Le Furie dell’Alguer, mentre nel torneo Femminile ad aggiudicarsi il primo posto è stata Abbiamo Fame, con Tutti Tranne Uno seconda classificata.

Nell’Open maschile, categoria dal maggiore contenuto agonistico, vittoria per Infasil, davanti a Viva Flai.

Spazio anche ai riconoscimenti individuali: Federico Grazioli si è imposto nella gara del tiro da tre punti, mentre Ezio Gallizzi ha ricevuto il premio di MVP.

Nove amici dietro il progetto Ball Don’t Lie

Ma per comprendere fino in fondo il significato della manifestazione bisogna guardare anche oltre il campo. Ball Don’t Lie nasce infatti dalla passione e dall’impegno di nove amici che hanno scelto di mettere insieme energie, tempo e competenze per dare vita a un progetto sportivo e associativo: Francesco Lai, Luciano Razzuoli, Luca Scognamillo, Emanuele Dore, Gabriele Muroni, Francesco Sechi, Edoardo Di Lauro, Antonio Sechi e Gabriel Navarro Tilocca.

Un progetto che oggi prosegue il proprio percorso anche all’interno del Centro Sportivo Italiano, con l’ASD Ball Don’t Lie affiliata al Comitato territoriale CSI di Sassari.

Un gruppo che, edizione dopo edizione, è riuscito a trasformare un’idea nata attorno alla passione per il basket in una manifestazione capace di arrivare alla sua nona edizione e di coinvolgere oltre cento atleti.

Un aspetto tutt’altro che secondario. In una fase nella quale fare associazionismo significa affrontare difficoltà organizzative e assumersi responsabilità sempre maggiori, l’esperienza del Ball Don’t Lie mostra quanto la capacità di condividere obiettivi e di suddividere responsabilità e lavoro possa fare la differenza.

È anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni: dietro una manifestazione sportiva non ci sono soltanto le partite, gli atleti e i risultati, ma persone che scelgono di dedicare il proprio tempo alla costruzione di qualcosa destinato alla comunità. E proprio la capacità di "fare squadra" fuori dal campo rappresenta uno dei risultati più significativi raggiunti dal gruppo algherese.

Una rete di collaborazioni intorno al torneo

Determinante per la riuscita della manifestazione è stata anche la costruzione di una rete di collaborazioni sul territorio. Accanto al Comune di Alghero, nell’edizione 2026 ha offerto il proprio contributo anche il gruppo scout Alghero 1, coinvolto nella macchina logistica e organizzativa del torneo.

Un coinvolgimento che rafforza ulteriormente la dimensione comunitaria dell’iniziativa: associazioni e realtà differenti capaci di collaborare, mettendo a disposizione persone, competenze e tempo per la realizzazione di un evento sportivo rivolto alla città.

Al termine dei quattro giorni di Maria Pia rimangono così non soltanto classifiche e risultati. Restano soprattutto 27 squadre, 118 atleti e una comunità riunita intorno a un playground, con giocatori di livelli ed età differenti accomunati dalla stessa passione.

A tracciare il bilancio della manifestazione è Francesco Lai, tra gli organizzatori del torneo: «Inclusione, divertimento e grande basket: questi quattro giorni targati Ball Don’t Lie confermano quanto lo sport sappia creare comunità. Festeggiamo così il successo della nona edizione, ma con la testa siamo già proiettati alla decima… che si preannuncia davvero speciale».

Una dichiarazione che guarda già al prossimo traguardo. Dopo nove edizioni, il Ball Don’t Lie conferma la propria presenza nell’estate sportiva di Alghero e la validità dell’intuizione dalla quale il progetto è nato: mettere insieme le persone attraverso lo sport, trasformando una passione condivisa in partecipazione, associazionismo e comunità.