Si è concluso presso la Casa circondariale di Marassi, a Genova, il corso per allenatore di calcio promosso nell’ambito del Progetto Carceri di Sport & Salute, all’interno del quale CSI Liguria e Ssrdl Sport And GO hanno organizzato anche attività di yoga, ginnastica e pallavolo.
Sono state venti le persone partecipanti, per un format formativo di 24 ore complessive, distribuite nell’arco di tre mesi, che ha riscosso un riscontro molto positivo.
«I ragazzi sono rimasti molto contenti per aver ottenuto questa certificazione – spiega Luca Verardo, presidente del CSI Liguria – che darà loro la possibilità di utilizzarla in futuro anche all’interno di società non esclusivamente affiliate al Centro Sportivo Italiano. Per noi è motivo di grande soddisfazione aver attivato questo percorso formativo, il terzo dopo quelli svolti nel carcere di Chiavari e di Pontedecimo. Il corso, coordinato da Cristina Caprile, si è realizzato grazie anche alla fondamentale collaborazione di Stefano Ferrando, educatore della Casa circondariale di Marassi, che ha apprezzato e sostenuto il nostro lavoro».
I docenti che si sono alternati durante il percorso formativo sono stati, oltre allo stesso Luca Verardo, Ilaria Coppola e Matilde Ferrari per la parte più propriamente tecnica, e Giulio Attardi per quella legata al gioco del calcio. Attardi è laureato in Scienze motorie, preparatore atletico e istruttore, impegnato da anni nel mondo dei ragazzi con disabilità e coordinatore dell’attività di base dell’U.C. Sampdoria.
«Per me è stata la prima esperienza all’interno di un carcere e, dal punto di vista emotivo, l’impatto è stato molto forte – racconta Giulio Attardi –. Il calcio, essendo una sorta di linguaggio universale, rende poi tutto più semplice. Ho cercato di spiegare quale debba essere l’approccio di un allenatore con la squadra non attraverso la teoria, ma direttamente sul campo, tramite esercizi pratici. Molti dei partecipanti al corso erano adulti che ricordavano le metodologie di allenamento seguite da ragazzi, ma negli ultimi dieci anni queste sono profondamente cambiate. Mi sono concentrato soprattutto su difficoltà e punti di forza, con l’obiettivo di accompagnarli in un percorso che si concludesse con il raggiungimento di un risultato concreto».
Il Progetto Carceri di Sport & Salute, che coinvolge oltre 100 associazioni in 19 regioni italiane, promuove lo sport come opportunità di recupero per soggetti fragili inseriti in contesti difficili e maggiormente esposti ai rischi di emarginazione e devianza.
Attraverso l’attività sportiva, il progetto offre benefici psicofisici e sociali, contribuendo a ridurre le tensioni legate alla detenzione e a migliorare la salute generale. Lo sport favorisce inoltre la rieducazione, aiutando a ridurre la recidiva e, grazie alla disciplina e al rafforzamento dell’autostima, incidendo positivamente anche sulla prevenzione di fenomeni come l’abuso di sostanze e i gesti autolesionistici.


