Venerdì 29 agosto don Francesco Mortola ha celebrato la Santa Messa in suffragio di coloro che hanno perso la vita in mare. Al 71° tributo di fede, organizzato dal Centro Subacqueo Mediterraneo “Duilio Marcante”, hanno partecipato rappresentanti istituzionali ed aliquote dei sommozzatori di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Marina Militare e Guardia Costiera che si alternano per la manutenzione della statua.
Le storie del CSI e del Cristo degli Abissi si sono intersecate fin da subito quando nel 1952 l’imprenditore Giacomino Costa, allora presidente del CSI di Genova, fu coinvolto nella progettazione della statua.
Tutto nacque da un’idea di Duilio Marcante, uno dei padri della didattica della subacquea civile italiana, che volle ricordare l’amico Danilo Gonzatti, scomparso durante un’immersione. Il 29 agosto 1954 fu collocata in mare a 17 metri di profondità e 350 metri dalla riva, nella baia di S. Fruttuoso a Capo Croce.
Emozionante la processione dal boschetto nei pressi dell’Abbazia di S. Fruttuoso, la Messa sulla spiaggia e la deposizione di una corona d’alloro alla base della statua con il corteo di barche, sub e nuotatori alla luce dei lumini. Un evento cui partecipava spesso anche il compianto ex dirigente del CSI Genova Adriano Bianchi. Talvolta le condizioni del mare avverse hanno impedito il tributo nella baia ripiegando su Camogli. È accaduto anche il 29 agosto con un primo momento significativo nella sala consiliare del Comune, dove è stato siglato dai due sindaci il gemellaggio fra Camogli e Gressoney-La-Trinité. Ad unire le due località ci sono due statue: il Cristo degli Abissi ed il Cristo delle Vette, opera dello scultore Alfredo Bai, posta nel 1955 a 4.167 metri d’altezza, sulla cima del Balmenhorn, nel massiccio del Monte Rosa. Uno quello in mare con le braccia protese verso l’alto, l’altro, in montagna, con le braccia verso il basso: come se volessero idealmente incontrarsi.


