“Fuorigioco alla violenza”: a Enna due giorni di sport, educazione e impegno contro bullismo e violenza di genere

Sport e valori a confronto

"Fuorigioco alla Violenza” si propone come un appuntamento di grande valore sociale per il territorio ennese, unendo istituzioni, professionisti e cittadini in un messaggio comune: lo sport può diventare un potente strumento di prevenzione, educazione e cambiamento culturale.

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“Fuorigioco alla violenza”: a Enna due giorni di sport, educazione e impegno contro bullismo e violenza di genere

Lo sport come linguaggio universale di rispetto, inclusione e crescita. Con questo spirito è nato “Fuorigioco alla Violenza”, l’evento di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere e al bullismo che si è svolto a Enna il 7 e 8 marzo, coinvolgendo istituzioni, professionisti, associazioni e realtà sportive in un intenso programma di incontri, formazione e attività pratiche.

L’iniziativa è stata promossa dal CSI di Enna e dal Comune di Enna, con la collaborazione della Polizia di Stato, del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, della Prefettura, dell’USR – Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (Ufficio V ambito territoriale Caltanissetta-Enna), del Centro Sportivo Italiano Comitato Regionale della Sicilia, dell’Ordine degli Avvocati di Enna, dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali, dell’Ordine Regionale degli Psicologi, dell’AIGA – Associazione Italiana Giovani Avvocati sezione di Enna, dell’Associazione DonneInsieme Sandra Crescimanno – APS, della IAMAF – International All Martial Arts Federation, LeoVegas Play e Infolife.

La prima giornata: consapevolezza e confronto

La giornata inaugurale si è svolta presso l’Urban Center ed è stata dedicata alla riflessione, all’educazione e al dialogo tra istituzioni e professionisti. L’evento è stato introdotto dall’avvocata Silvana Sutera, che ha guidato anche la moderazione del panel principale.

Numerosi i saluti istituzionali: Salvino Bombara, presidente del Comitato territoriale CSI di Enna; Vittorio Bosio, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano; Salvatore Raffa, presidente regionale CSI Sicilia; Michelangelo Di Pollina, dirigente della Digos della Polizia di Stato; il comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna colonnello Alfredo Beveroni; il comandante del Comando Provinciale della Guardia di Finanza colonnello Fulvio Marabotta; Alberto Grassia, vicario del Prefetto di Enna; Mirko Milano, assessore agli eventi del Comune di Enna; Rosalinda Campanile, assessore allo sport del Comune di Enna; Giuseppe La Porta, assessore alla scuola del Comune di Enna; Viviana Assenza, dirigente dell’Ufficio 5 del territorio di Caltanissetta-Enna; Vincenza Zarcone, presidente dell’Ordine Regionale degli Psicologi; e Carolin Mantel, presidente internazionale della IAMAF.

La cerimonia di apertura è stata accompagnata da un minuto di silenzio contro ogni forma di violenza.

Nel corso della mattinata si è svolto il panel internazionale dal titolo “Sport e valori: prevenire il bullismo e la violenza di genere attraverso lo sport e l’attività sociale”, un confronto multidisciplinare con la partecipazione di esperti e professionisti del settore.

Tra i relatori: Salvino Bombara, Maria Grasso (presidente dell’Associazione DonneInsieme Sandra Crescimanno), l’avvocata Veruska Cavallaro, l’assistente sociale Paolo Di Venti, la psicologa Maria Pistillo, l’avvocata Eleonora Pedevillano dell’Associazione Nazionale Giovani Avvocati di Enna, il maestro Antonio Morgano, che ha illustrato come le arti marziali possano essere uno strumento di non violenza, e Luca Ingrassia, direttore tecnico CSI Enna, che ha evidenziato il ruolo dello sport nel contrasto alle devianze sociali.

Al termine del panel sono stati inoltre presentati e donati orologi anti-violenza dall’associazione Infolife all’associazione DonneInsieme Sandra Crescimanno, come gesto concreto di sostegno alle vittime.

Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata al Pala Pisciotto, dove si è svolta la masterclass “Difendersi senza odiare”, un percorso formativo dedicato a bambini, adolescenti e donne. L’incontro ha affrontato temi come l’anti-bullismo, le tecniche di autodifesa femminile in strada e in ambienti chiusi, la lettura delle situazioni di rischio, la gestione della paura, la comunicazione assertiva e il linguaggio del corpo, concludendosi con un momento di confronto e condivisione di esperienze.

La seconda giornata: lo sport come azione concreta

La giornata dell’8 marzo, simbolicamente dedicata alla Giornata internazionale della donna, si è svolta interamente al Pala Pisciotto con un taglio più pratico e sportivo.

Il programma ha previsto momenti di attivazione fisica e una lunga sessione di dimostrazioni marziali internazionali, con discipline provenienti da diverse tradizioni: karate, judo, taekwondo, krav maga, MMA, kung fu, ju jitsu e aikido.

Gli stage e le dimostrazioni hanno messo al centro il concetto di controllo e autodisciplina, evidenziando come le arti marziali possano rappresentare strumenti educativi per sviluppare rispetto, autocontrollo e capacità di difesa personale senza alimentare aggressività.

Le dichiarazioni

Il presidente del CSI Enna Salvino Bombara ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa:

«Con “Fuorigioco alla Violenza” vogliamo dimostrare concretamente come lo sport possa essere uno dei più potenti strumenti educativi a disposizione della società. Attraverso il gioco, il rispetto delle regole e il lavoro di squadra, si costruiscono valori fondamentali che aiutano a prevenire fenomeni come il bullismo e la violenza di genere. Il CSI da sempre crede nello sport come luogo di crescita umana e sociale, e questo evento rappresenta un momento importante per coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini in un messaggio comune di rispetto e responsabilità».

Anche il presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano Vittorio Bosio ha voluto esprimere il proprio sostegno all’iniziativa, partecipando con un collegamento da remoto:

«“Fuorigioco alla violenza” è stato un evento di grande portata e con una partecipazione di enti e istituzioni di altissimo profilo che si è svolto ad Enna, per iniziativa del dinamico Comitato locale, di cui è presidente e anima Salvino Bombara. In particolare il convegno, ricco di analisi e di proposte concrete e attuabili, vuole essere un momento forte di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere e al bullismo, attraverso l’attività sportiva. Ho partecipato, con collegamento da remoto, a questa iniziativa tanto importante e sento il dovere non solo di ringraziare gli organizzatori e il bravissimo direttore tecnico del Comitato CSI di Enna, ma anche di sottolineare la fondamentale importanza, in questi tempi tanto difficili, di iniziative ricche di contenuti e di proposte per fare delle nostre comunità luoghi di incontro, solidarietà e fratellanza attraverso lo sport. Grazie amici di Enna».

Sulla stessa linea il direttore tecnico del CSI Enna Luca Ingrassia, che ha evidenziato il ruolo dello sport nella prevenzione delle devianze sociali:

«Lo sport rappresenta uno dei pilastri fondamentali per prevenire e contrastare fenomeni come la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo. Attraverso la disciplina e il gioco di squadra, l’atleta impara il valore del rispetto incondizionato per l’altro, indipendentemente dal genere o dalle fragilità.

In particolare:
Contro la violenza di genere: lo sport educa alla gestione costruttiva dell’aggressività e al riconoscimento della parità, scardinando gli stereotipi di potere.
Contro bullismo e cyberbullismo: toglie i ragazzi dall’isolamento digitale, promuovendo l’empatia “sul campo” e trasformando il gruppo da “branco” a squadra, dove il supporto reciproco sostituisce la prevaricazione.

Praticare sport significa allenare la cultura del consenso e della solidarietà, rendendo i giovani meno inclini a subire o esercitare violenza».

“Fuorigioco alla Violenza” si propone così come un appuntamento di grande valore sociale per il territorio ennese, unendo istituzioni, professionisti e cittadini in un messaggio comune: lo sport può diventare un potente strumento di prevenzione, educazione e cambiamento culturale.