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CSI in tour il ‘Villaggio dello Sport come ambasciatore di Pace'

A Prato la tappa speciale in ‘Giochi che abbattono le barriere’

In piazza delle Carceri e nel Castello dell’Imperatore coinvolte le numerose comunità straniere presenti sul territorio, capaci di proporre ed insegnare alla cittadinanza il proprio sport nazionale. Ecco allora il cricket, il Go ed il badminton. Immancabili le arti marziali.

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CSI in tour il ‘Villaggio dello Sport come ambasciatore di Pace'

Sabato 31 maggio il CSI in tour, a ciascuno il suo sport - Memorial Paola Garvin con l’itinerante ‘Villaggio dello Sport come ambasciatore di Pace’ ha proposto una tappa speciale a Prato in piazza delle Carceri e nel Castello dell’Imperatore.
Si è giocato a cricket, basket, volley, tennis tavolo, badminton, sperimentato arti marziali e tanto altro ancora ai ‘Giochi che abbattono le frontiere’, una iniziativa inserita all’interno del programma pratese dedicato al Giubileo, lanciata dalla Diocesi e dal Comune di Prato, CSI Prato e il Cgfs (Centro giovanile di formazione sportiva), per coinvolgere le comunità straniere presenti sul territorio e chiedere loro di insegnare il proprio sport nazionale a chi non lo conosce.
Nella città più multietnica d’Italia si è vissuto una intera mattinata di sport aperta a tutti. Le due piazze pratesi si sono trasformate in aree gioco dove è stato possibile sperimentare discipline note come basket, volley e tennis tavolo, ma anche attività sportive meno conosciute come il cricket una attività che a Prato è molto diffusa tra i pakistani e i bengalesi e non solo (una delle squadre presenti in città gioca nel campionato nazionale italiano ed è molto seguita e spopola in Pakistan) oltre al badminton (detto anche volano, praticato anche in Cina addirittura nel primo secolo a.C.).
Non sono mancate le arti marziali, insegnate da maestri orientali, e punti divertimento per grandi e piccini con il calcio balilla umano e i gonfiabili.
La comunità cinese ha proposto il Go, uno dei giochi da tavolo più antichi del mondo, nato in Cina 2500 anni fa. Oggi è diffuso in tutto il mondo ed esistono anche piattaforme online dedicate.
Una mattinata di amicizia e reciproca conoscenza attraverso lo sport come ambasciatore di pace che ha caratterizzato la tappa pratese del CSI in tour, a ciascuno il suo sportMemorial Paola Garvinr2025. All’organizzazione hanno preso parte la Curia diocesana, l’assessorato alle politiche per l’integrazione e l’inclusione, guidato dall’assessora Maria Logli, e la pastorale Migrantes diretta da don Gabriele Bejenaru.
L’idea di questo appuntamento viene dal vescovo Giovanni Nerbini, che da tempo aveva invitato la città a organizzare una edizione pratese dei celebri «Giochi senza frontiere», che nacquero proprio per sviluppare l’amicizia tra i popoli e favorire una vera unificazione europea. «A quel tempo – spiega monsignor Nerbini – ci sentivamo parte di un cammino comune, di una realtà grande, quella dell’Europa, anche grazie a Giochi senza frontiere; oggi il mio desiderio è che questa iniziativa pratese possa contribuire concretamente ad abbattere i muri e le barriere, che possa incrementare la frequentazione tra comunità etniche diverse. Impegniamoci tutti insieme per portare un contributo alla città intera e alla sua salute sociale. Questo mi riempirebbe di gioia».
«Un evento per rispondere al bisogno di occasioni di socializzazione paritaria e gratuita tra ragazzi e ragazze anche attraverso discipline sportive meno tradizionali ma presenti sul nostro territorio grazie al bagaglio culturale delle diverse etnie presenti in città – afferma Maria Logli, assessora alla città contemporanea –. È il primo di una serie di appuntamenti che si volgeranno nel periodo estivo con l’obiettivo di creare più occasioni possibili, gratuite e accessibili, per giocare e conoscersi. Un grazie da parte nostra alla Diocesi, alle realtà sportive che ci hanno aiutato a costruire questa giornata e alle associazioni di migranti e comunità del nostro territorio senza le quali non sarebbe stato possibile dar vita a un momento di condivisone del genere nella stessa piazza».